Si apre la discussione sul dissociatore molecolare

Interrogazione di Salvatore Consolo al sindaco di S. Stefano di R.

 

NEL SAVUTO si torna a parlare dunque di trattamento rifiuti, in particolare di ciclo terminale e impianti di smaltimento di tipo termo-chimico. Come il cosiddetto dissociatore molecolare, un impianto di ultima generazione che permetterebbe di scomporre le sostanze organiche e di trasformarle in forma gassosa, recuperando energia. Dopo le polemiche legate alla realizzazione di un termovalorizzatore che tempo addietro sfociarono in una lunga protesta, il dibattito di questi giorni sembra aprirsi all’ipotesi di costruzione di un dissociatore molecolare, una soluzione considerata alternativa a quella del termovalorozzatore. Tecnicamente e rispetto a quest’ultimo, il dissociatore abbatterebbe sia le problematiche legate all’aspetto sanitario che all’aspetto ambientale connesso all’incenerimento. Attraverso un processo di trasformazione in ambiente sigillato l’impianto non emetterebbe nulla all’esterno. Nessuna canna fumaria quindi niente diossina ma solo gas e cenere inerte. Una soluzione che sarebbe ben vista anche dagli ambientalisti, che oltre al vantaggio di un corretto smaltimento dei rifiuti unirebbe quello della produzione di un gas di sintesi con potere calorifero simile a quello del metano. Più che i residenti la discussione sull’ipotesi di realizzazione di un dissociatore molecolare (che avverrebbe in area di tipo industriale) ha iniziato a coinvolgere sindaci ed amministratori locali. E mentre qualcuno si sarebbe già convinto della positività della soluzione, altri starebbero pensando ad azioni contrarie. Soprattutto in caso di proposte da mega impianto destinate a supportare lo smaltimento di più realtà territoriali. In tal caso il Savuto potrebbe porre le proprie condizioni. E’ di questi giorni, infatti, una interrogazione a firma del consigliere comunale di Santo Stefano di Rogliano, Salvatore Consolo, al sindaco del paese, Antonio Orrico. “Su quali motivazioni oggettive – scrive Consolo – si fonderebbe la scelta di allocare l’impianto di smaltimento nel comprensorio Savuto e precisamente sul territorio del comune di Marzi, confinante con quello di Santo Stefano di Rogliano”. E ancora “quali giustificazioni  avrebbe  esibito  il sindaco di Santo Stefano di Rogliano per esprimere un giudizio positivo di fronte alla proposta di realizzare un impianto di smaltimento dei rifiuti in prossimità del territorio di competenza”. Come si può notare il confronto/scontro è solo all’inizio.

 

Gaspare Stumpo

 

 

 

Nella foto: Salvatore Consolo.

 

 

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