Villaggio Racise: 84° Compleanno di Natuzza Evolo

Cinquanta pullman organizzati dai Cenacoli di Preghiera

 

L’ARIA FRESCA e leggiadra di Villaggio Racise, piccolo borgo della Sila (comune di Taverna) anche quest’anno ha fatto da cornice all’84° compleanno di Natuzza Evolo. Sulle note della canzone “Mamma” e di “Ave Maria di Paravati” il popolo della mistica, circa cinquemila col cuore in mano e le lacrime agli occhi, assiepati sulla collinetta e nel piazzale dell’hotel “Marinella” ha abbracciato idealmente mamma Natuzza. Una marea di gente, giunta da buono mattino ha invaso il piccolo villaggio,  dislocata qua e là nel bosco a consumare un frugale panino, e mettersi in coda innanzi la piazzola dove è stato allestito l’altare per prendere posto ed assistere alla santa Messa. Oltre cinquanta i pullman organizzati dai Cenacoli di preghiera, confluiti nella Sila piccola provenienti dai comuni calabresi ed anche da fuori regione. La ”lunga” attesa dei fedeli fin all’arrivo di Natuzza e dalla celebrazione della Messa fissata per le 16,30, è stata occasione di preghiera e meditazione. Tanti i rosari stretti tra le mani della gente con lo sguardo alzato al cielo e assorti nell’adorazione della Madonna “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” che appare e dialoga spesso con la mistica. E’ in queste occasioni che ognuno si rifugia in se stesso e supplica la Madonna per ricever una grazia, un segno divino per se o un congiunto malato, vicino o lontano. Causa il caldo e la stanchezza, alcuni anziani hanno avuto un leggero malore e  sono stati prontamente soccorsi dai sanitari della Croce Rossa. Nel popolo di Natuzza, è sempre più numerosa la gente che afferma di essere stata miracolata. Ma lei, umilmente risponde sempre “Io sono solo una messaggera di un desiderio manifestatomi dalla Madonna nel lontano 1944 e sono un verme di terra che prega soltanto per le persone che hanno bisogno. I miracoli li fa Gesù e la Madonna”. La celebrazione eucaristica presieduta da don Giovanni D’Ercole della Curia romana è stata concelebrata da don Pasquale Barone, padre Michele, monsignor Raffaele Facciolo, vicario generale dell’Arcidiocesi di Catanzaro e Squillace e da altri numerosi parroci, diaconi e frati. Hanno assistito alla funzione Sebastiano Angotti, sindaco di Taverna, l’on. Mario Tassone e autorità militari. Il padre spirituale don Pasquale Barone, porgendo gli auguri alla festeggiata ha evidenziato la grande gioia e l’entusiasmo dei convenuti per l’84° compleanno di mamma Natuzza. “Una messaggera – ha proseguito il sacerdote – che solo Dio sa quante persone ha incontrato nell’arco della sua vita, donata con generosità a Dio e ai fratelli”. Nel ricordare il messaggio della Madonna, apparsa il 15 agosto alla mistica ha invitato infine i fedeli ad un gesto di generosità per proseguire i lavori della grande chiesa di Paravati e moltiplicare i Cenacoli di Preghiera. Accorata l’omelia di don Giovanni, che ha affermato “E’ uno spettacolo vedere che questa grande famiglia va aumentando anno dopo anno”. Il miglior modo per abbracciare mamma Natuzza – ha proseguito – è di cogliere l’insegnamento che quest’oggi ci vuole dare attraverso il messaggio consegnato dalla Madonna: “Le anime cadano nel peccato come le foglie dell’albero in autunno, perché i malvagi, suggeriti sempre dal diavolo le portano al peccato”. Un mondo – continua don D’Ercole – che va perdendosi alla rincorsa del materialismo, mentre nella comunità aumenta la sofferenza, l’ingiustizia e il peccato. Nella chiesa, ha proseguito – “oggi forse noi cristiani non crediamo veramente in Gesù, perché il vero problema non è credere, ma affidare la nostra vita a Gesù”. Mamma Natuzza – ha concluso – non è una guaritrice, una veggente. E’ una persona che soffre, da la sua vita, sta consumandosi e soffrendo. Questo è l’insegnamento perché anche noi possiamo incontrate Gesù. Trasformare il nostro dolore in amore per rendere il mondo diverso, di pace e serenità.

 

Pasquale Taverna

 

 

Nella foto. Sopra: l’arrivo di natuzza Evolo. Sotto: la celebrazione eucaristica e la folla di fedeli assiepati sulla collinetta di Villaggio Racise (Sila).

 

 

Fonte (Idee & Società)

 

 

 

 

 

 

 

 

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