Ventidue vite per il lavoro Å una storia senza tempo

S. Stefano di Rogliano: dibattito promosso da ‘Stefanos’

 

“VITE PER il lavoro … una storia senza tempo”. Tavola rotonda promossa dal Centro Studi “Stefanos” in collaborazione con l’Amministrazione comunale. L’iniziativa che si è tenuta nelle scorse ore a Santo Stefano di Rogliano è servita a presentare il lavoro di ricerca storica su “I Caduti sul lavoro di Santo Stefano” – un interessante documento biografico relativo a ventidue concittadini vittime di incidenti sul lavoro. La discussione si è arricchita di una profonda riflessione sulle tragedie che nel secolo scorso hanno colpito le famiglie santostefanesi, la ferita provocata dalle disgrazie, il dovere del ricordo, l’attualità delle “morti bianche” – l’esigenza di garantire più sicurezza sui luoghi di lavoro. Al dibattito, che è stato concluso dal presidente dell’Amministrazione provinciale di Cosenza, Mario Oliverio, hanno partecipato il sindaco del luogo, Antonio Orrico, il presidente di “Stefanos” – Renzo Perri, il sacerdote don Saverio Diano, autorità, responsabili di associazioni e sindacalisti. In precedenza, una corona di fiori era stata depositata nello spazio che a Santo Stefano ospita il Monumento ai Caduti sul Lavoro, nell’area dell’antica chiesa di Santa Maria Annunziata e del convento di sant’Agostino, che ha subito una approfondita opera di restauro. Nella stessa occasione, alla presenza dei familiari dei ventidue santostefanesi vittime di tragedie sul lavoro e del rappresentante dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro, è stata collocata una foto su apposito cartellone sistemato nei pressi della stele.

 

G. St.

 

 

Nelle foto: alcuni momenti della cerimonia di Santo Stefano di Rogliano.

 

 

Fonte

 

 

 

La stele dedicata ai Caduti del Lavoro

 

 

 

 

 

 

La villetta con la statua della Vergine

 

 

 

 

 

 

 

 

La corona di fiori verso il Monumento ai Caduti del Lavoro

 

 

 

 

 

 

Familiare sistema la foto di un congiunto caduto sul lavoro

 

 

 

 

 

 

Autorità e cittadini durante la prima parte della cerimonia

 

 

 

 

 

 

Il presidente Oliverio con il sindaco Orrico

 

 

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