Il bilancio dei 30 anni dell’AVIS di Soveria Mannelli

Valori, testimonianza e solidarietà nell’area del Reventino

 

IL BILANCIO positivo dell’attività trentennale è stato presentato in occasione della manifestazione annuale tenutasi nei giorni scorsi presso la Sala convegni “E. Critelli” dell’Industria Grafica ‘Rubbettino’. Oltre a Vincenzo Sirianni, sono intervenuti Rocco Chiriano, Salvatore Barbieri e Andrea Tieghi, rispettivamente presidente, provinciale, regionale e nazionale; Leonardo Sirianni, sindaco di Soveria Mannelli e Enrico Pigozzo, capitano dei Carabinieri. La Sezione comunale dell’Avis, costituita nel lontano 28 febbraio 1978 dal compianto dott. Basilio Molinaro, oggi presieduta dal super attivo Vincenzo Siriani, è una presenza incisiva e significativa sul territorio del Reventino, grazie al disinteressato contributo dei soci che si prodigano per promuovere e sviluppare nella coscienza sociale sentimenti d’altruismo attraverso l’esperienza della donazione del sangue. Trent’anni di solidarietà non potevano passare inosservati e il presidente Siriani, supportato dal suo staff ha pensato bene di stampare e distribuire il volume “C’era una volta. Documenti ed immagini di una storia con fine lieto”. Il libro oltre che dall’Avis è stato patrocinato dall’Asp, dalla Città di Soveria Mannelli e dalla Comunità Montana. 100 pagine circa, nelle quali si evidenzia la costante sensibilizzazione della comunità con occhio rivolto ai giovani studenti e all’associazioni sportive, ha riscosso apprezzamento e fiducia. 225 sono i donatori ufficiali, che assicurano 380 sacche di sangue l’anno, l’autosufficienza ematica del nosocomio soveritano e contribuiscono anche alle esigenze dell’Asl provinciale e regionale. L’azione continua, i valori dichiarati e le scelte compiute, in particolare dal gennaio duemila (ufficializzazione della sede messa a disposizione dall’amministrazione comunale) ha permesso all’Avis di aumentare il numero dei donatori; promuovere la cultura della salute e della solidarietà in tutti i settori della società; individuare e sostenere i donatori di piastrine; predisporre progetti vari e fattiva collaborazione con gli enti locali, associazioni e istituzioni. Numerose le foto, che ripercorrono un’intensa e proficua attività svolta in loco e fuori regione: manifestazioni, raduni ecc. Un trentennale di alto valore morale e civile, che colloca il paese del reventino, come centro di cultura della solidarietà, nel quale donne e uomini di diversa età e ceto sociale, si ritrovano insieme per offrire il dono del prezioso sangue a quanti ne hanno bisogno, senza chiedere nulla in cambio. Durante il suo intervento, il presidente Sirianni, si è chiesto <<Che si fa a trent’anni? Non si festeggia in modo plateale con fuochi d’artificio, regali supertecnologici e cotillon, come ai 18 anni, ma si programma di costruire un futuro più sereno, magari con gli altri ed anche per gli altri. E’ quello che oggi noi vogliamo fare, conferendo spirito di appartenenza e valenza associativa alla manifestazione odierna>>. Proseguendo, ha aggiunto << L’unico protagonista di questa storia con fine lieto è il donatore, l’attore anonimo, volontario, non retribuito e consapevole che col coraggio della solidarietà e del dono silenzioso, conferisce pieno significato a tutto il nostro operare; al donatore sarà dedicata la “IX Giornata” del donatore che terremo prima della fine del corrente anno>>. Infine è stata data lettura di numerosi messaggi augurali, tra i quali quello di S.E. Mons. Luigi Cantafora, arcivescovo metropolita della diocesi Squillace-Catanzaro. Tanti i ringraziamenti, uno in particolare è stato rivolto alla famiglia Rubbettino, da sempre a fianco dell’associazione. Infine, Sirianni con orgoglio e viva soddisfazione ha sottolineato la significativa presenza del presidente nazionale Tieghi, affermando << é il riconoscimento al lavoro delle piccole Avis Comunali che costituiscono l’ossatura dell’Avis Italiana>>.  Durante il dibattito, tutti gli intervenuti hanno sottolineato il ruolo positivo e costruttivo svolto dall’Avis soveritana, riconoscendo ai soci quell’altruismo che conforta i bisognosi, gratifica i responsabili e sprona i donatori volontari, la cui bontà e la concretezza del gesto è un autentico valore d’annoverare come esempio per tutti.

   

Pasquale Taverna

 

 

Nelle foto: alcuni momenti della iniziativa di Soveria Mannelli.

 

 

Fonte

 

 

 

 

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