Calcaterra, un uomo e la passione per la corsa

di Gaspare STUMPO

 

‘Parola di Vita’ ha intervistato il campione italiano della cento chilometri, Giorgio Calcaterra, protagonista di molti successi anche in manifestazioni internazionali (tra queste i Mondiali della 100 chilometri). Calcaterra, che lo scorso mese di agosto ha vinto la diciannovesima Coppa Città di Rogliano, ha partecipato (arrivando primo al traguardo) alla Maratona di Helsinki, che ha segnato la presenza di oltre ottomila concorrenti.

 

 

– Chi è Giorgio Calcaterra?

Calcaterra è un ragazzo che corre ormai da una vita. Ho incominciato a correre a dieci anni e a farmi conoscere facendo tante maratone. Tutti dicevano (e dicono) che si possono fare solo due o tre maratone l’anno altrimenti ci si rovina, io ne ho fatte anche trenta: ventuno nel 2000 delle quali sedici sotto il limite delle due ore e venti. E questo è un record che mi è stato riconosciuto quasi come guinnes mondiale. In maratona il mio personale è due ore, tredici minuti e quindici secondi. Mi piace correre anche i diecimila, mi sono avventurato nei cento chilometri (mondiali compresi) e negli ultimi tre anni sono stato campione italiano vincendo tre volte il Passatore. Insomma amo la corsa, faccio molte gare e questa è forse la mia caratteristica principiale.

 

– C’è un successo a cui tiene particolarmente.

Quando ho fatto il mio personale, nel marzo del 2000, alla Maratona di Ferrara, arrivando secondo in volata. A volte, però, oltre al tempo è bello anche vincere; e la vittoria che ricordo con piacere è la Maratona di Helsinki: un evento all’estero, con più di ottomila partecipanti, arrivo nello stadio con intorno una notevole atmosfera. Vincerla è stata una grande soddisfazione.

 

– A novembre Lei rappresenterà l’Italia ai Campionati del Mondo di cento chilometri.

Si, sono stato convocato, quindi se tutto va bene dovrei aiutare l’Italia a portare punti.

 

– Che significato assume la Sua presenza alla XIV^ edizione della Coppa Città di Rogliano.

Come dicevo in precedenza a me piace correre sia le maratone, sia le gare più piccoline. Rogliano è un bel paese, è appassionato, mi piace esserci perché la corsa è corsa sempre. E’ bello correre le grandi maratone con diecimila persone, però è bello correre anche le gare minori.

 

– Non Le sembra che gli sport minori siano un trascurati ad ogni livello?

Sono d’accordo. Bisognerebbe parlarne di più perché la corsa è uno sport meno spettacolare dove (magari rispetto al calcio) vale di più la prestazione della persona. E i maratoneti si allenano spesso di più dei calciatori. Probabilmente è un fatto culturale perché non credo che sia brutto vedere una gara, forse non siamo abituati a vederle, quindi siamo di più attratti dal calcio perché se ne parla molto. Auspico che un giorno se ne parli di più, che la corsa cresca sempre perché è lo sport base in quanto tutti possono uscire e andare a correre senza bisogno di altro se non di un paio di scarpe sportive.

 

Grazie e buon lavoro.

 

 

Nella foto: Giorgio Calcaterra.

 

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