Mario Tassone: “equidistanti. E mai insieme al Pd”

di Gaspare STUMPO

 

 

Nell’attuale sistema politico bipolare l’atteggiamento dell’Udc continua a produrre forti discussioni e confronti, soprattutto interni, con posizioni diverse che coinvolgono sia l’aspetto dirigenziale che quello legato alla base degli iscritti. Su questo, il parlamentare calabrese Mario Tassone, ospite a Rogliano in occasione di una Giornata di Studio dedicata ad Antonio Guarasci, ha le idee piuttosto chiare.

 

 

– Onorevole, in un sistema bipolare come ‘vive’ l’UDC, il ruolo di forza politica moderata, di centro rispetto al resto degli schieramenti?

La posizione del partito è quella del superamento del sistema bipolare, che a nostro avviso appiattisce le formazioni, omogeneizza le pluralità e svuota le identità. E’ un sistema politico che altera anche la democrazia nel nostro Paese perché non aiuta i processi evolutivi sul piano civile, sul piano economico e sul piano del rispetto dei diritti umani.

 

– Servirebbe, dunque, un ritorno al sistema proporzionale?

Noi siamo proporzionalisti ecco perché vogliamo mantenere anche la preferenza per il Parlamento Europeo. Diversamente si vuole togliere questa preferenza per rendere il sistema bipolare da precario a definitivo. Noi diciamo che questa fase deve essere intesa come transitoria con la formazione di un insieme di momenti politici che recuperino le identità e i partiti così come li abbiamo intesi nel passato. Questa situazione ci porta ad una gestione di oligarchie che non sono coerenti con quella che è la storia del nostro Paese. I contesti bipolari possono esserci in altri paesi europei, ma hanno storie diverse.

 

– Come si pone il Suo partito rispetto al Pd e al Pdl. Più nello specifico, nell’immediato futuro il percorso dell’Udc è più vicino al blocco di centrodestra o a quello di centrosinistra?

L’Udc vuole portare avanti la sua identità e la sua storia. L’obiettivo di fondo, l’orizzonte ideale è quello di fare un’aerea di centro d’ispirazione cristiana, con laici e riformisti, che diventi riferimento e polo. O facciamo questo oppure una alleanza limitata nel tempo non può che vederci collocati nell’area di centrodestra. Certamente noi siamo legati a dettati congressuali, ma anche di Consiglio nazionale, che ci pongono in alternativa alla sinistra. Se si dovesse cambiare linea politica si deve andare ad un nuovo congresso nazionale.

 

– L’Unione di Centro come si collocherà alle prossime elezioni per il rinnovo delle amministrazioni locali?

Intanto dobbiamo andare con una nostra posizione e cercare di evitare le commistioni che alterano l’identità ed il nostro riferimento culturale. Io sono per una posizione di equidistanza dalla Sinistra, alternativa alla Sinistra. Nel 1995 ci fu la scissione del Ppi: alcuni seguirono la Sinistra, io, Bottiglione e tanti altri non volemmo essere una forza subalterna alla Sinistra. Questi sono la linea ed il riferimento che dobbiamo seguire anche per il futuro. Perciò un’alleanza con il centrodestra che non offuschi quella che è la nostra posizione. Un’alleanza che sia un momento forte per proiettarci in un rilancio del ruolo del centro.

 

– Mi può dare un giudizio sul Governo Berlusconi e sull’azione delle opposizioni in questo momento?

Berlusconi sta operando con una serie di fatti e di atti anche se su molte cose bisogna riflettere. Noi stiamo facendo una opposizione costruttiva per evitare che possa prevalere in Parlamento il dipietrismo. Noto che il Partito Democratico è condizionato dal dipietrismo, una posizione che noi respingiamo, una concezione della politica che certamente non accettiamo perché sul piano culturale è arretrata e per alcuni versi anche rozza.

 

– La deputazione eletta in Calabria (in entrambi i poli) sarà capace di portare avanti le istanze del territorio e fornire un contributo autorevole rispetto allo straripante ruolo leghista?

Questo è un obiettivo che ci poniamo in ogni legislatura ma purtroppo manca un collegamento tra di noi, vero. C’è stato un tentativo, qualche mese fa, del presidente Loiero, di riunirci e di avere quindi una convergenza e un raccordo in un coordinamento tra parlamentari e Regione, al quale non c’è stato alcun seguito. Ognuno cammina in ordine sparso e questo è un limite.

 

– Come giudica il lavoro prodotto dalla Giunta Loiero?

Credo che questa Regione si segnala per il suo ampio fallimento.

 

– Un pensiero su Antonio Guarasci alla luce di una Questione Meridionale che sembra essere stata accantonata a fronte di un Nord sempre più forte sul piano politico-istituzionale.

Guarasci aveva fatto della libertà la sua concezione di vita. Fu l’animatore di una grande stagione. Il meridionalismo lui lo intendeva come un fatto di liberazione, di libertà per le aree del Mezzogiorno e di unità nazionale in proiezione dell’Europa. Oggi manca una letteratura nuova, aggiornata del meridionalismo. Non c’è più nemmeno il vecchio meridionalismo piagnone, c’è soltanto una stanchezza e una dissipazione di valori.

 

 

 

Nella foto: il vice segretario dell’Udc, Mario Tassone.

 

 

 

 

Fonte

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com