“Un’incredibile realtà  Å”

di Roberto SOTTILE

 

"… Non ho mai amato la Fisica, almeno quella insegnata a scuola, troppo fredda e razionale molto lontana dai miei pensieri. Perché allora interessarsi alla “quantistica”? Perché è lontanissima dall’essere razionale e fredda, perché credo fermamente nelle sue implicazioni nella vita di tutti i giorni ma soprattutto perché, forse, restituisce all’Uomo quel ruolo di primo piano nell’alchimia dell’Universo".

 

SONO CENTINAIA gli scienziati e gli operatori delle varie discipline che ogni giorno si adoperano nelle loro scrupolose ricerche ostinandosi però a perpetrare quell’errore tipico dell’Uomo: chiudersi nei compartimenti stagno evitando di guardare oltre, all’insieme delle cose. In tal modo i tasselli non tornano mai al giusto posto e quello che abbiamo sostanzialmente già davanti irrimediabilmente ci sfugge. Ciononostante, stanno avvenendo cambiamenti incredibili ed epocali, nella fisica come nella biologia e nella medicina. Non posso esimermi dal rilevare il paradosso che vede, contestualmente agli accadimenti sopraccitati, una tv che poco informa di tutto questo e che, al contrario, continua a tenerci ottusamente occupati con le solite banalità. Non meraviglia, a questo punto, che la più grande rivoluzione degli ultimi tempi in campo fisico-filosofico sia passata per lo più inosservata al grande pubblico. Ma prima di affrontare le “stranezze” della fisica quantistica, è bene fare due precisazioni: la prima è che non si tratta assolutamente di fantascienza; la seconda riguarda una frase che Neils Bhor, fondatore della moderna teoria quantistica, coniò quando capì che cosa aveva davanti: “chiunque non rimanga sconvolto dalla teoria quantica, non l’ha capita”. Questa affermazione dello scienziato la dice lunga su quali concetti possiamo aspettarci di trovare tra i meandri della quantistica. Sono veramente lontani i tempi in cui Galileo dovette lottare per sostenere la sua rivoluzionaria tesi, da allora la Scienza e, in particolare, la Fisica ne hanno fatto di strada. Fino a qualche tempo fa l’atomo era percepito come qualcosa di definito e più o meno stabile con gli elettroni e le altre particelle che giravano intorno al nucleo in maniera, potremmo dire, prevedibile. Su questi fondamenti si è basata la fisica classica per molto tempo, ma ad un certo punto intorno agli Anni Trenta vennero fuori alcune anomalie da laboratorio che incuriosirono gli studiosi. Dapprima si pensò che si trattasse solo di semplici errori, ma negli esperimenti di riscontro tali anomalie non solo si ripetevano ma addirittura risultavano più evidenti. In altre parole in quelle condizioni bisognava ripensare la struttura della materia stessa, i fondamenti fino ad allora validi cadevano miseramente. La confusione degli scienziati aumentò man mano che le verifiche confermavano gli strani eventi. Molti studiosi, radicati alle vecchie teorie fino ad allora universalmente riconosciute, si rifiutarono di accettare l’evidenza; lo stesso Einstein assai contrariato espresse la sua celebre “Dio non gioca a dadi”. Ma che cosa era venuto fuori in definitiva? L’atomo e le sue particelle non esistevano in uno stato di  condizione oggettiva, ma fluttuavano in una serie di infinite possibilità, erano quindi contemporaneamente dappertutto o da nessuna parte. Per capire meglio il concetto vediamo quali sono i fondamenti di questa rivoluzionaria scoperta.       

 

Non esiste una realtà obiettiva della materia, ma solo una realtà di volta in volta creata dalle "osservazioni" dell’uomo. Le dinamiche fondamentali del micromondo sono caratterizzate dalla causalità.  E’ possibile che, in determinate condizioni, la materia possa "comunicare a distanza" o possa "scaturire" dal nulla. Lo stato oggettivo della materia è caratterizzato da una sovrapposizione di più stati. 

                                                                     

Che cosa significa tutto ciò? Che a livello di particelle siamo noi osservatori che creiamo la materia, ergo non siamo spettatori passivi dell’universo ma veri e propri partecipanti e co-creatori. Una filosofia che peraltro ricorda le dottrine orientali ma anche alcuni riferimenti a scritture, forse poco comprese, delle religioni a noi più vicine. La materia non è fredda e statica come appare ma può comunicare a distanza, può addirittura scaturire dal nulla e non è escluso che possa avere una sua coscienza. In queste condizioni è l’energia e le sue vibrazioni che diventano importanti, la materia perde sostanzialmente valore in quanto risultato delle prime due. L’altro elemento importante è la casualità, una particella può trovarsi in uno stato indefinito e riapparire potenzialmente dappertutto, oppure apparire solo se noi la osserviamo e nel punto in cui la osserviamo, è come se sapesse che noi la stiamo osservando. E’ chiaro che le dinamiche di questi comportamenti non rispondevano alle leggi conosciute; come spiegare altrimenti fotoni che comunicavano tra loro istantaneamente, che apparivano dal nulla e scomparivano nuovamente. Bene, ora proviamo ad interrogarci: se tutto questo avviene nel microcosmo è facile intuire come anche noi siamo condizionati da tali implicazioni essendo costituiti di atomi e molecole. Inoltre il pensiero umano, che non è altro che una forma di energia, non può non condizionare o essere condizionato dall’ambiente esterno che è costituito appunto da materia. Di qui la teoria e la consapevolezza crescente dell’importanza del pensiero, la probabilità di interagire con l’energie dell’universo attraverso la nostra mente. (vedi il mio articolo “Vivere con passione – L’importanza del pensiero positivo” Savutoweb 2007). In definitiva si potrebbe tranquillamente affermare che potenzialmente nulla è impossibile in quella che noi chiamiamo realtà, addirittura la stessa realtà potrebbe non essere l’unica e sola. Noi non saremmo solo quello che appariamo ma molto di più. Ed è questo ciò che da sempre le antiche scritture di quasi ogni religione e parte del mondo hanno tentato di insegnarci. Gli antichi maestri ci hanno spronato a guardare dentro di noi sebbene non ne abbiamo carpito il vero significato. Tutto questo è incredibile, vero? Ma non è tutto, altre affascinanti implicazioni si sono succedute a queste prime teorie quantiche: Mondi paralleli, Teoria M o Delle Stringhe ed altre ancora, ma per il momento meglio cercare di metabolizzare le già tanto sconcertanti verità della Meccanica Quantistica, che dite?

 

 

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