Geracitano (Udc): ‘troppe incertezze sul Santa Barbara’

di Gaspare STUMPO

 

Continua la discussione sul futuro del presidio ospedaliero S. Barbara alla luce del nuovo Piano Sanitario Regionale e delle proposte avanzate in diverse sedi istituzionali. A Rogliano, in attesa di un imminente incontro di commissione Sanità al quale potrebbe partecipare anche il direttore generale dell’A.o. di Cosenza, Cesare Pelaia, abbiamo rivolto alcune domande all’attuale segretario Udc di Rogliano, Romolo Geracitano.

 

– Il segretario cittadino dell’Udc cosa propone per il presidio ospedaliero di Rogliano rispetto alle criticità che la sanità calabrese è chiamata ad affrontare?

Il nostro partito è ormai da tempo impegnato nella difesa del S. Barbara. Una difesa non fine a se stessa né di facciata. Riteniamo, infatti, che in via prioritaria occorre garantire la permanenza del nostro ospedale nell’Azienda ospedaliera di Cosenza. Questo è un punto irrinunciabile perché al di fuori di questo ambito ogni soluzione sarebbe fittizia e penalizzerebbe troppo il territorio. E’ anche vero, però, che appare indispensabile un intervento serio che vada in direzione del suo potenziamento. Sono tante le potenzialità che il S. Barbara esprime, soprattutto se si pensa che la nostra regione ha necessità di migliorare i servizi in tema di sanità pubblica per soddisfare sempre maggiori richieste di poli di eccellenza che possano intercettare una utenza altrimenti costretta a migrare per assistenza e cure.

 

– Quale dovrebbe essere il ruolo del S. Barbara nell’A.o. di Cosenza?
Certamente non quello di oggi. Stiamo assistendo da tempo ad un fenomeno per certi versi incomprensibile: il S. Barbara è certamente d’ausilio all’ospedale dell’Annunziata in quanto sgrava quest’ultimo di una rilevante mole di lavoro, eppure la Direzione generale tende a sottovalutarlo e ad isolarlo riservandogli un trattamento di serie B persino nelle forniture. Spesso, ad esempio, il rifornimento dei materiali è tanto distanziato nel tempo che la struttura fatica per evitare la paralisi. Sono questi sintomi evidenti di poca attenzione, inspiegabile per un ospedale che, se curato ed incentivato, potrebbe moltiplicare i suoi servizi.

 

– E’ sufficiente realizzare una struttura di eccellenza nel presidio ospedaliero S. Barbara?
Una struttura d’eccellenza, soprattutto se considerata come servizio pubblico di massima utilità, costituirebbe un arricchimento per tutto il territorio del Savuto e non solo. Nel contempo, però, occorre salvaguardare anche il mantenimento ed il potenziamento degli attuali servizi, che oggi sono di vitale importanza per una utenza che altrimenti si riverserebbe quotidianamente sull’Annunziata.

 

– Come vivono, oggi, gli operatori sanitari ed i cittadini-utenti la vicenda roglianese?

Il clima di precarietà non ha mai giovato a nessuno. L’incertezza del futuro pesa come un macigno. E ciò che più mi preoccupa è che questo quadro di instabilità alla lunga possa produrre sul personale della struttura una mancanza di motivazione. E’ evidente che bisogna intervenire presto e la direzione generale dell’Azienda ospedaliera dovrebbe cambiare radicalmente atteggiamento. Non si fa il bene di un presidio ospedaliero quando il personale viene spostato di sovente. E’ una politica questa che da l’impressione di voler decretare la fine del nosocomio lasciandolo morire lentamente.

Lei, nei giorni scorsi, ha fatto riferimento alla commissione Sanità di Palazzo dei Bruzi. che cosa ha condiviso di questa posizione?

Ho avuto parole di apprezzamento per il lavoro svolto dalla Commissione consiliare Sanità del comune capoluogo e ribadirò tale apprezzamento al suo presidente con il quale ho già concordato un incontro. Mi è parso importante, in un momento in cui sul S. Barbara si registrano posizioni contraddittorie e mutevoli, che la commissione Sanità abbia voluto ignorare quanti ancora oggi definiscono il nostro ospedale un ramo secco. Ha messo, invece, in campo un ventaglio di proposte sulle quali in seguito si dovrà discutere ed in aggiunta alle quali, certamente, la costituzione di un polo di eccellenza si identifica meglio con quelle che da sempre sono le nostre ipotesi per lo sviluppo del S. Barbara. E’ da apprezzare, inoltre, che la commissione abbia formalizzato la necessità della sua permanenza in seno all’Azienda ospedaliera di Cosenza. E’ quanto l´Udc sta dicendo da sempre.

 

 

Nella foto: Romolo Geracitano.

 

 

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