‘C’è sempre un sentimento che ti porta a scrivere Å”

di Gaspare STUMPO *

 

Nati nel 2005, gli Studio 3 sono considerati una interessante realtà nel panorama della musica italiana emergente. Il nostro settimanale li ha intervistati al termine dell’incontro con gli studenti del Savuto che si è tenuto nei giorni scorsi a Rogliano.

 

 

– Chi sono gli Studio 3?

(Vetro) Sono tre ragazzi poco più che ventenni (originari di Milano e Roma) che cercano di fare buona musica unendo semplicità, quotidianità e tanto cuore. Quello che ci ha fatto andare avanti in questi tre anni è stata la tenacia e la passione verso questo mondo, in quanto le difficoltà sono state veramente tantissime.

 

 

– Come nasce e a chi si rivolge il progetto Studio 3?

(Marco) Nasce tre anni e mezzo fa da un’amicizia che poi si è tramutata in collaborazione. Si rivolge a chi ha voglia di ascoltare buona musica. Il nostro è un pubblico adolescente, però quest’anno, soprattutto, si è sviluppato crescendo in età e questo vuol dire che noi stiamo crescendo con loro ed è bello.

 

– C’è solo sentimento alla base dei testi delle vostre canzoni?

(Gabriel) C’è sempre un sentimento che ti porta a scrivere una canzone, che ti spinge a parlare di qualcosa. Noi parliamo prevalentemente d’amore, ma cerchiamo di parlarne a trecentosessanta gradi mettendo in evidenza il nostro punto di vista in base alle persone ed alle situazioni che ci circondano.

 

– In un mondo che cambia e che, specialmente in questo momento storico, vede le giovani generazioni rivendicare un ruolo da protagoniste (un caso attuale è quello della scuola), qual è il messaggio della musica e nella fattispecie degli Studio 3 al mondo delle istituzioni?

(Vetro) Il messaggio che lanciamo noi è che c’è un disperato bisogno d’amore (sempre) e di musica. Di musica italiana, perché nella mentalità popolare la musica italiana ormai non esiste più, è da snobbare. Invece, considerato che la musica è il motore della vita e noi italiani la sappiamo fare bene (noi tre ci proviamo, ci stiamo riuscendo piano piano) ma crediamo che le istituzioni dovrebbero muoversi con una legge (che in Francia già esiste) che preveda il 70% di musica italiana, che aiuterebbe i gruppi emergenti ad avere più spazio, evitare di essere soffocati dai grandi nomi e dare una spinta giovane alla musica. (Marco) Quest’anno, a San Remo hanno deciso che un ‘superbig’ può portare un ‘giovane’ che ovviamente sarà della sua casa discografica. Noi apparteniamo ad una etichetta indipendente, quindi Sanremo impossibile … (Vetro) Però, diciamolo … doppio appello, a Paolo Bonolis e a qualche big: se ci volete accompagnare … Uno di sani principi ci sarà, spettiamo!

 

 

– Con i ragazzi delle scuole avete parlato di un progetto destinato ai bambini. Di che si tratta?

(Gabriel) Noi abbiamo realizzato un singolo insieme a due amici e il ricavato è stato devoluto all’associazione onlus ‘Aiutare i bambini’ – che si è impegnata a costruire venti asili nido e dieci spazi gioco in Italia, perché ci sono molte famiglie che non hanno la possibilità di poter lasciare i propri bambini all’asilo nido, soprattutto famiglie di extracomunitari. Abbiamo girato anche un video all’interno di un asilo nido: un modo per poter dare una mano nel sociale perché ci sono realtà dure che ci circondano, soprattutto per chi fa un mestiere come il nostro che è portato a vivere una vita un pò diversa rispetto agli altri ci fa bene vedere ogni tanto i veri problemi e le situazioni che non sono così comode come le nostre.

 

 

– Questo è un bel messaggio. Voi credete che i giovanissimi che vi seguono possano seguire tale esempio o quanto meno trarne spunto?

(Vetro) Speriamo di si anche se oggi, guardandoci intorno, ci rendiamo conto che è difficile cercare di insegnare qualcosa di questo genere ai giovani. Speriamo che questa nuova generazione abbia un po’ più di sensibilità e di accortezza. (Marco) Sicuramente abbiamo fatto presa (sui giovani, nda). Una ragazza, per esempio, stava seguendo una brutta strada, quella delle sette, oggi ha lasciato perdere quell’amicizia, segue la nostra musica, viene ai nostri concerti e sta bene.

 

 

– Qual è il vostro rapporto con la fede?

(Marco) La fede c’è ed è dentro di noi, non bisogna cercarla. Spero che ci sia qualcuno in ascolto lassù perché, comunque, mi piace l’idea di essere aiutato nei momenti di bisogno. Cioè, non prego perché non voglio avere momenti brutti, ma prego per avere la forza di superarli.

 

 

– Voi credete o vi piace pensare che c’è un’entità superiore che vi possa guidare?

(Vetro) Personalmente credo in Dio e sono praticante. Quando non sono in tour vado a Messa. Penso (e pensiamo) che tutto quello che facciamo dipenda da ‘qualcuno’ che è la in alto. Infatti, anche nei ringraziamenti dei nostri album non manca mai un pensiero ‘a chi ci guarda dall’alto’. E questo perché  a volte succede che certe parole se sai pensarle non ti vengono, poi escono e dici grazie! Dio c’è nelle piccole e nelle grandi cose, nelle sofferenze e nelle gioia: è il mistero della fede.

 

 

– Forse un angelo, Lentamente, Incontenibile. Un lavoro discografico all’anno e con buoni risultati. Dove pensate (e vi auspicate) possa arrivare l’eco del Vostro successo?

(Marco) E giunta a giorni la notizia che andremo in sud America grazie ad un contratto con la Sony. A gennaio (pensiamo) di partire dal Messico e tornare in Italia da ‘big’. Incrociamo le dita …

 

 

Grazie e in bocca al lupo

 

***

 

Tratto dalla rubrica Spettacoli * del n° 24 di ‘Parola di Vita’ – in edicola ogni giovedì’

 

 

Nella foto: Marco, Gabriel, Vetro e Rossana Fusco nella struttura mobile di Studio 54 Network durante l’iniziativa di Rogliano.

 

 

Per foto ed articoli sugli Studio 3 vedi pure:

http://www.savutoweb.it/portal/index.php?option=com_content&task=view&id=2743

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