Piano Territoriale Coordinamento, ok sindaci preSila

Nota congiunta dei primi cittadini: ‘risultato storico’

 

NUOVI apprezzamenti si registrano sul Piano territoriale di coordinamento adottato dal Consiglio provinciale di Cosenza. Ancora una volta sono i sindaci ad esprimere la loro convinta soddisfazione per questo importante strumento di pianificazione. A scendere in campo, questa volta sono i primi cittadini della fascia silvana, presilana e della Valle del Savuto. Nuccio Martire di Pedace, Michele Ambroggio di Piane Crati, Giulia Barca di Casole Bruzio, Ippolito Morrone di Trenta, Pino Gallo di Rogliano, Tiziano Giuseppe Gigli, Leo Francesco Rizzuti di Serra Pedace, Eugenio Nudo di Spezzano Piccolo, Vincenzo Settino di San Pietro in Guarano, Luigi Corrado di Celico, Giampaolo Gerbasi di Rovito, Antonio Nicoletti di San Giovanni in Fiore, Silvio D’Alessandro di Figline Vegliaturo, Paolo Fera di Cellara e Raffaele Pirillo di Mangone. «Sono diversi i motivi – affermano i sindaci in una nota congiunta – per cui esprimiamo grande apprezzamento per l’adozione di questo importante strumento di pianificazione territoriale. Ne evidenziamo solo due. Il primo riguarda il fatto che la Provincia di Cosenza, sotto la guida autorevole ed operativa del presidente Oliverio sia la prima in Calabria e tra le prime in Italia ad aver approvato il Piano territoriale di coordinamento provinciale, segnando un risultato storico all’interno di un contesto politico ed istituzionale caratterizzato da crisi profonda e da continui rinvii. Un piano che ha preso forma e sostanza dopo circa 20 mesi di capillare e proficua concertazione avvenuta attraverso numerosi incontri e confronti di merito e di metodo sviluppatisi su tutto il territorio provinciale e che si sviluppa in coerenza con le indicazioni, precise e puntuali, fornite anche da noi sindaci della zona silana, presilana e della Valle del Savuto. Il secondo motivo di compiacimento attiene al ruolo e alla funzione che questo importantissimo strumento riconosce ai nostri territori per quanto riguarda lo sviluppo economico, sociale, culturale, turistico e commerciale ed il ripopolamento di queste zone, assegnando una funzione strategica alla valorizzazione della montagna e dei nostri centri storici, che sono ricchi di cultura, storia, tradizioni e di riconosciute specificità identitarie». «Al presidente Oliverio, all’assessore Mari, alla Giunta e al Consiglio provinciale e ai tecnici incaricati – concludono i sindaci- vogliamo pubblicamente dare atto di aver dotato la nostra provincia di uno strumento profondamente innovativo ed avanzato sotto il profilo culturale e scientifico, indispensabile ed importantissimo per un governo del territorio pienamente condiviso e ordinato e, soprattutto, rispettoso delle regole e dell’ambiente, che rimane il nostro patrimonio più grande».

 

 

Nella Foto: il Municipio di Rogliano.

 

 

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