La Comunità  di Bianchi perde Erminio Elia “Il Duke”

Imprenditore di successo, era emigrato in Canada negli Anni ’50

 

L’ALTRO GIORNO in Canada a Niagara Falls si è spento serenamente all’età di settantatre anni Erminio Elia, lasciando un grande vuoto e molta tristezza nella comunità calabrese ma anche in quella biancara.

 

In sincronia con i funerali di Niagara Fallas, ieri nel suo paese natio, nella chiesa Madonna del Carmine di Palinudo, alla quale il defunto era molto devoto alla presenza dei congiunti, del sindaco Villella e di tantissimi amici, è stata celebrata in suffragio la santa Messa. Erminio Elia, è stato il classico esempio del giovane calabrese di successo partito senza” arte né parte”. Emigrò dal suo amato paese, la sciando la sua adorata mamma, vedova, nei primi Anni Cinquanta, quando aveva appena compiuto diciotto anni per raggiungere il Canada e stabilirsi a Niagara Falls. Fu uno dei tanti emigrati di quegli anni bui e duri, che per un lavoro lasciò le cose più care per iniziare un lungo viaggio, una grande avventura senza avere la più pallida idea di cosa avrebbe potuto fare in terra straniera. L’emigrante biancaro si è fatto da sé, cominciando dal nulla è diventato qualcuno, un imprenditore di successo nell’edilizia e nell’attività alberghiera. Un uomo, che mosso dal desiderio del riscatto sociale, nel paese che poi è diventato la sua seconda Patria, ha tirato fuori tutte le sue capacità e ben presto gli aprirono le porte del primo traguardo. Negli anni, grazie alla sua lungimiranza diventò punto di riferimento e aiutò i suoi compaesani e corregionali, che nel frattempo arrivavano in massa in Canada. La padronanza dell’inglese gli consentì di capire come funzionava il sistema canadese, e di instaurare contatti con il mondo politico, sociale e imprenditoriale guadagnandosi l’appellativo di “Duke”. Col passare del tempo, nonostante alcuni comprensibili atteggiamenti di gelosia verso gli italiani affermati in terra “amica” – Elia – i suoi modi riusciva sempre a sdrammatizzare e istaurava rapporti di reciproca fiducia con tutte le comunità. Il Duke, nonostante si sentisse molto legato alla sua terra di origine, suo malgrado fu costretto a prendere la cittadinanza canadese, e perdere quella italiana. Una scelta obbligata per l’emigrato biancaro, per essere e avere voce in capitolo in un paese cui gli ha dato l’opportunità di crescere e fare del bene. Ermino Elia, nonostante tutto ha lasciato un pezzo di se a Bianchi, un paese che ha amato e rispettato sempre. Della sua disponibilità e dell’amore per il paese ne sanno qualcosa i sindaci che si sono alternati alla guida del Comune. Rocca e Villella sono stati gli ultimi sindaci a essere ospiti del “vulcanico” Elia in occasione di una loro visita in terra canadese. Nel 2001 il consiglio comunale, presieduto dall’ex sindaco Rocca, conscio del forte legame col paese natio nel quale l’illustre emigrato è tornato per ben cinquanta volte, decise di conferire la cittadinanza onoraria. Un riconoscimento, una riconquista di ciò che aveva perso, che l’ho reso felice e biancaro fin all’ultimo giorno della sua vita.

 

Pasquale Taverna

 

 

Nella foto: il territorio di Bianchi. Nel riquadro, Erminio Elia.

 

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