Scene popolari nel Presepe Vivente di Carpanzano

Rappresentazione itinerante fra vicoli e stradine

 

NEI PAESI del Savuto così come in altre piccole realtà del Mezzogiorno, le tradizioni natalizie risultano meglio conservate e più gradite alla luce di una modernità ormai globale, dagli aspetti frenetici e dai disagi derivanti da una sempre più marcata omologazione che molto spesso svuota di fantasia e di originalità ogni singola azione o iniziativa. Non a caso, infatti, ciò che ancora riesce ad attrarre, a Natale, è la semplicità di situazioni (e di emozioni) riscontrabili nell’esperienza proveniente dal passato contadino che conserva e tramanda altri saperi ed altri valori. Da queste parti, per esempio, la novena natalizia viene celebrata prima dell’alba, accompagnata sovente da testi e musiche popolari. Recarsi in chiesa per pregare e assistere alla funzione religiosa di buon mattino è per molti cristiani scelta consapevole, sacrificio e dono nello stesso tempo. Anche la realizzazione dei presepi viventi è la proiezione di un modello sociale e culturale che ogni anno viene pianificato, attuato non senza di difficoltà (anche logistiche) e presentato con orgoglio perché esso contiene i luoghi, le storie e i sentimenti di intere comunità. Nei giorni scorsi anche Carpanzano ha proposto la sua rappresentazione itinerante. Un presepe “piccolo ma bello” – molto apprezzato per la naturalezza delle scene e dell’ambiente in cui è stato sviluppato. Un contesto che ha saputo richiamare il passato rurale del luogo. Vicoli, strade e piazze del centro storico hanno accolto centinaia di persone alla scoperta di arti e mestieri del tempo: il falegname, la tessitrice, il fabbro, i calzolai, gli scribi, le lavandaie, il fornaio, i commercianti, gli animali domestici e, naturalmente, la famiglia, che ha trovato la sua massima espressione nella Natività. Un messaggio importante, lanciato da questo ridente borgo del Savuto attraverso un progetto sostenuto da Provincia di Cosenza, Amministrazione comunale e Pro loco.

 

G. St.

 

 

Nelle foto: alcune scene del presepe vivente di Carpanzano.

 

 

 Fonte

 

 

 

 

Ingresso

 

 

Il falegname, Mario Fabiano

 

 

Il telaio, Brunella Manfredi

 

 

La famiglia

 

 

L’ammalato Pino Tucci, il medico Lillo Sciarratta

 

 

Altro telaio, Tiziana Manfredi

 

 

Il fabbro, Paolo Sgro

 

 

I calzolai: Luciano Amato, Massimiliano Crispino

 

 

Si ringrazia la Pro loco di Carpanzano per le foto e le didascalie

 

***

 

 

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com