Il Ponte può attendere

di Gaspare STUMPO

 

CHISSA’ se il sottosegretario Mario Mantovani, in Calabria nelle scorse ore per confermare l’attenzione del Governo nei riguardi dell’emergenza, dopo aver visto alcune tra le realtà più disastrate della provincia, continuerà ad essere favorevole rispetto alla proposta di costruzione del Ponte sullo Stretto. O se lo stesso avrà pensato che forse è meglio destinare una parte dei fondi per la megaopera, alla messa in sicurezza del territorio e alla realizzazione di nuove infrastrutture. Ma anche a programmi di prevenzione, manutenzione ambientale e protezione civile. Mantovani avrà visto le ferite inflitte dal maltempo al già fragile e maltrattato ambiente calabrese: l’incuria nei centri storici, il dissesto della montagna, l’erosione fluviale, lo stato della viabilità e quello delle ferrovie. L’emergenza di questi mesi costerà allo Stato circa 55 milioni di euro, da utilizzare in proposte mirate e non solo per interventi di manutenzione straordinaria. Nella pianificazione potrebbe rientrare un nuovo progetto per il completamento della strada a scorrimento veloce Piano Lago – Medio Savuto (infrastruttura in degrado) pensata con l’obiettivo di supportare la mobilità dei cittadini residenti nelle aree interne, decongestionare l’A3 e collegare, attraverso la ‘gemella’ Coraci-Marcellinara, le periferie di Cosenza e Catanzaro. Per il Savuto, zona con seri problemi di natura idrogeologica, già da anni si attendono riposte concrete in termini di politiche adeguate e investimenti a sostegno della montagna. Gli ultimi allarmi hanno rilanciato le rivendicazioni delle popolazioni, che oggi pretendono maggiore attenzione per evitare un ulteriore isolamento dei territori. Le frane sul tracciato delle Ferrovie della Calabria hanno acuito lo stato di preoccupazione dei cittadini, alcuni dei quali, attraverso il Comitato pendolari chiedono agli enti locali, la convocazione immediata di un tavolo tecnico “per discutere del progetto di consolidamento della tratta ferroviaria e la verifica della sua sicurezza”. “Come comitato – si legge in una nota – faremo in modo che non si abbassino i riflettori su questa vicenda. I nostri territori non devono servire solo come serbatoi di voti o passerelle politiche, ma comunità con servizi adeguati".

 

 

Nella foto: il dissesto presente a monte della Piano Lago – Medio Savuto. In primo piano la frana sul tratto della ex SS. 19 oggi sostituito con una variante-bretella.

 

 

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