Gli studenti ‘incontrano’ la musica di Danilo Gatto

A Decollatura strumenti, suoni e testi "popolari"

 

LA MUSICA POPOLARE conquista gli studenti dell’Istituto di istruzione superiore “Costanzo”. Non solo didattica, ma anche iniziative sociali e culturali, quelle in programma che accomunano e invogliano gli studenti del Reventino. L’altro giorno alla presenza di una folta platea in rappresentanza dei tre istituti (Liceo scientifico, Iti e Ipaa) nell’ambito del progetto “Incontri con l’autore” – si è svolto il primo di tre appuntamenti, occasione per discutere e confrontarsi con l’autore del libro. E’ toccato al giovane Danilo Gatto, autore dell’opera Suonare la tradizionemanuale di musica popolare calabrese, ad inaugurare l’interessante iniziativa. Oltre al dirigente scolastico Giovanni Martello, promotore e cuore pulsante della lodevole iniziativa, ha partecipato Florindo Rubettino, editore e presidente dei giovani industriali calabresi. Il dirigente Martello, tra l’altro ha ricordato che l’iniziativa è scaturita dall’interessante partecipazione dell’Istituto al “Campo scuola” dell’estate scorsa a Isca sullo Ionio, progetto “Faciti sonati ‘i ballati”. La musica popolare – ha detto il dirigente – è uno strumento che consente di riscoprire le proprie origini. Un testo – ha proseguito – unico nel panorama librario cui ha creduto l’editore Rubbettino al quale per il lavoro che svolge per la Calabria dovrebbe andare l’incarico di “Ambasciatore della cultura calabrese”. Per Florindo Rubbettino, il testo di Gatto è “interessante sotto molti aspetti e ha lo scopo di riscoprire e conservare la genuinità e la semplicità della musica popolare (etnica, folclorico) che in Italia si sono perse. Oggi è una occasione, unica e bella che la scuola offre ai suoi studenti, non solo per sentire parlare di musica popolare, ma per ascoltare in diretta la musica di un grande musicista come Danilo Gatto”. Il volume costituito da circa quattrocento pagine e molte affascinanti fotografie, articolato in sette capitoli con prefazione di Ottavio Cavalcanti, e arricchito da tre CD con circa cento brani, è stato realizzato nell’ambito del progetto “Conservatorio di musica popolare della Calabria”. Il libro è una ricerca sulla riscoperta della cultura tradizionale e popolare, utile ai docenti come strumento di studio della musica, canti, riti, danza, costumi, strumenti musicali ecc. Gli spunti contenuti nel prezioso lavoro di ricerca di Gatto, offrono ad addetti ai lavori, alunni e insegnanti, una occasione di riflessione e di approfondimento sul folklore musicale calabrese, scarsamente rappresentato nell’ambito culturale e didattico. Un’opportunità per conoscere attraverso i canti di lavoro, canti d’amore, canti di devozione, canti di festa, alcuni aspetti della vita individuale e collettiva di vari paesi della Calabria. “In Calabria prosegue – spiega Gatto – nonostante alcune zone mantengono viva le profonde radici popolari, in altre a macchia di leopardo, la memoria musicale potrebbe diventare una delle poche occasioni per mettere in contatto i ragazzi con le tradizioni, fornendone innanzitutto gli strumenti analitici e critici”. Il testo, riserva particolare attenzione a diversi strumenti musicali: zampogna, pipita, fischietto, zumbettana, organetto, chitarra battente, lira calabrese tamburello, zucu ecc.; tramandati dal passato, appartengono alla musica pop e il jazz, quindi musica popolare e pertanto vanno riscoperti. “Della zampogna – ha aggiunge Gatto, da non confondere con la cornamusa, di origine celtica”. Simpatica e molto applaudita l’espressione di Gatto, quando ha spiegato che la zampogna ha quattro “canne”  che “sballono” (per il suono) ma non fanno male alla salute”. Rispondendo ad alcune domande, Danilo Gatto ha affermato “tra musica colta e popolare ci sono molte cose in comune” ed evidenziato che “negli ultimi anni i giovani hanno riscoperto con piacere la musica popolare”. In particolare ha ricordato che durante le sue tournee  in Italia e all’estero, quando si suona e canta le tarantelle e le pizzichi, l’eccitazione dei giovani sale alle stelle. “Tra l’altro – ha proseguito il musicista (che ha suonato con Eugenio Bennato) – per trasmettere questa musica di sola tradizione orale bisognerebbe aprire scuole di musica popolare come è stato fatto in Scozia con le cornamuse e Spagna col Flamenco ”. Come giustamente si sponsorizzano i prodotti tipici calabresi – ha poi concluso – si dovrebbe riscoprire e sponsorizzare  la pizzica e la tarantella” esportata in tutto il mondo e fonte anche di una certa economia. Infine, la platea è stata catturata ed entusiasmata dalla performance del musicista attraverso il suggestivo suono della zampogna, chitarra battente e organetto.

Pasquale Taverna

 

Nella foto: alcuni momenti della manifestazione di Decollatura.

 

 

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