Angelo Barberio (Mpa) parla del Papa Giovanni XIII°

Pedivigliano: l’esponente politico parla della struttura

 

LA DOLOROSA e nota vicenda dell’Istituto Papa Giovanni XXIII° di Serra d’Aiello, i cui lavoratori sono sul piede di guerra da moltissimo tempo e che in occasione del Carnevale di Amantea, con uno striscione hanno richiamato l’attenzione sulla precaria e difficile situazione gestionale-occupazionale, non ha lasciato indifferente Angelo Barbiero, coordinatore dell’Mpa (Movimento per l’autonomia) del Savuto. “La storia infinta dell’Istituto Papa Giovanni XXIII° – scrive Barbiero- è arrivata all’epilogo finale. La magistratura di Paola, intervenendo ancora una volta, ha posto la parola fine al problema”. “La palla – sottolinea nella nota – passa di nuovo a quei politici e burocrati che per tanti anni hanno preso in giro i lavoratori, cosa più grave hanno trascurato le vere esigenze dei ricoverati assistiti e accentuato ancora di più con la loro indifferenza la sofferenza degli stessi”. L’accorata presa di posizione del coordinatore Barbiero, individua nella politica oggettive responsabilità che hanno portato alla chiusura dell’importante struttura sanitaria. Come Ponzio Pilato “se ne è lavato le mani” – prosegue – e duecento/trecento lavoratori “messi al lastrico, per decenni e derisi, cosa possono o potevano interessare alla vecchia politica e ai politici di turno che hanno fatto i propri comodi per tanti anni alle spalle dell’Istituto fondato da un grande sacerdote (don Giulio Sesto Osseo, ndr) mandandolo senza scrupoli alla deriva?”. Lo sostiene Angelo Barbiero, coordinatore di zona dell’MPA e testimonianza storica delle vicende dell’Istituto dal 1986. L’opinione di Barbiero è che “la politica deve per la prima volta impegnarsi seriamente e la magistratura deve fare in pieno il proprio lavoro, oggi, arrivato a metà cammino”. “Don Luberto – prosegue la nota – coinvolto nella vicenda è stato l’ultimo anello debole della catena, poca cosa avrà distratto dal fiume di denaro passato per la struttura di Serra d’Aiello, ma il fiume in piena dov’è sfociato?”. E l’esponente politico si chiede ancora: “i tanti miliardi che fine hanno fatto?”. Infine auspica che “i veri responsabili del tracollo economico del Papa Giovanni siano scoperti e assicurati alla giustizia”. “Oggi – sostiene Barbierio – la Procura di Paola ha gli uomini giusti per farlo”.

 

Pasquale Taverna

 

Nella foto: Angelo Barbiero.

 

 

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