“Equilibrio, confronto e rispetto dell’avversario”

di Gaspare STUMPO

 

In occasione del torneo regionale di Judo che si è svolto presso il PalaDeSiena di Rogliano (sopra, nella foto), Parola di Vita ha incontrato il presidente Federazione Regionale Judo Calabria, Giuseppe Pettinato.

 

 

– Presidente, in cosa consiste il Judo?

In giapponese la definizione di Judo è ‘arte dello squilibrio’ – ovvero, senza utilizzare la forza si proietta l’avversario sfruttando una dinamica di squilibrio. Non è una questione di attacco o di difesa. Nell’età evolutiva del bambino questo sport sfrutta il principio della multidinamicità: ovvero, senso dell’equilibrio e del confronto. C’è un confronto corpo a corpo, regolamentato, che esclude qualsiasi forma di danno fisico. Il confronto segue, quindi, determinate regole: ad iniziare dal rituale del saluto iniziale e finale a prescindere dalla vittoria o dalla sconfitta. E’ una questione di educazione al confronto tra persone.

 

– C’è anche un aspetto emotivo?

Si, la pratica del Judo fornisce anche un senso di sicurezza al pari di qualsiasi altra forma di attività sportiva.

 

– Judo, quindi, come avviamento allo sport?

Per i più piccoli è importante il buon avviamento allo sport in quanto c’è anche il senso della proiezione: il bambino impara a cadere, a controllare il corpo nella caduta, ad avere dei movimenti vincolati dall’avversario. Come arte marziale il Judo insegna un rigore di carattere educativo. La televisione ha esaltato il lato estetico enfatizzando la questione dell’aggressività, ma non sono questi, sicuramente, i principi che stanno alla base del Judo ed ella gran parte delle arti marziali.

 

– Qual è il livello del Judo in Calabria?

In Calabria il Judo è uno sport che ha una sua storia più che decennale. Abbiamo realtà sportive (a prescindere dalla società di Reggio Calabria, la Fortitudo 1906, che è la più antica della regione) diffuse in tutte le province, all’incirca una ventina per oltre millequattrocento praticanti. Dal punto di vista agonistico abbiamo raggiunti ottimi risultati: nelle penultime olimpiadi l’unica atleta calabrese è stata Giuseppina Macrì di Crotone, per il Judo. La Calabria ha avuto anche l’unico arbitro federale, nella persona del dottor Antonio Laganà. Nella classifica delle prime cinquanta società italiane ci sono tre società calabresi.

 

– Qual è il consiglio che da ai genitori che hanno intenzione di fare intraprendere questo sport ai propri figli?

Il consiglio principale è quello di pensare al Judo come avviamento allo sport. La Federazione ha un programma molto preciso, anche dal punto di vista scientifico, che fa dell’avviamento al Judo, un gioco, con la cura delle dinamiche principali: lo squilibrio e la capacità del confronto. La questione è importante perché consente una buona base a prescindere se si continua a praticare judo o intraprendere qualsiasi altra disciplina.

 

 

– Grazie e buon lavoro.

 

 

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