Fede e ambiente: ovvero, senso il cristiano del creato

Marzi: 3 maggio iniziativa con mons. Giuseppe Agostino

 

L’ARCIVESCOVO emerito di Cosenza sarà a Marzi il prossimo 3 maggio per un incontro promosso dalla locale comunità parrocchiale sul tema ‘Fede e ambiente’. Fortemente voluta dal parroco don Giovanni Cananzi, l’iniziativa proporrà una discussione sul concetto cristiano di Creato. Giunto alla seconda edizione, il convegno assume particolare importanza alla luce dell’impegno della Chiesa verso le tematiche ambientali. Una occasione che tende a coinvolgere anche il mondo laico e soprattutto le nuove generazioni. Tutti chiamati alla salvaguardia ed alla promozione della natura. E’ importante, infatti, che l’intera umanità faccia proprio il compito di promuovere e realizzare politiche adeguate in favore dell’ambiente, avendo cura di proteggere il pianeta. Infatti, per Papa Ratzinger “la famiglia umana ha per casa la terra, l’ambiente che Dio Creatore ci ha dato perché lo abitassimo con creatività e responsabilità. Dobbiamo avere cura dell’ambiente: esso è stato affidato all’uomo perché lo custodisca e lo coltivi con libertà responsabile, avendo sempre come criterio il bene di tutti. L’essere umano, ovviamente, ha un primato di valore su tutto il creatore. Rispettare l’ambiente non vuol dire considerare la natura materiale o animale più importante dell’uomo. Vuol dire piuttosto non considerarla a completa disposizione dei propri interessi, perché anche le future generazioni hanno il diritto di trarre beneficio dalla creazione, esprimendo in essa la stessa libertà responsabile che rivendichiamo per noi”. L’appuntamento è previsto per le ore 17 presso la chiesa di San Marco. A proposito di ambiente sano e sostenibile proprio ieri (nei giorni scorsi, ndr) ricordiamo, è stato celebrato l’Earth Day 2009 (Giornata della Terra), l’evento mondiale promosso per la prima volta il 22 aprile 1970 come momento di discussione e informazione sulle problematiche dell’ambiente quali l’inquinamento, la distruzione degli ecosistemi e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili.

 

G. St.

 

 

Nella foto: don Giovanni Cananzi.

 

 

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