Il Cosenza ritorna in C1. E’ festa in tutta la provincia

Doppia promozione per i Lupi.  Progetto vincente

 

LA FESTA è appena iniziata. Finalmente il Cosenza ritrova la C1 (ora Prima Divisione), ingiustamente tolta quel lontano luglio 2003, dai vertici del calcio, e conquista una storica promozione. Mai, nella sua quasi storia centennale, infatti,  la città di Cosenza ha visto la propria squadra raggiungere due promozioni di fila. Ci avevano provato negli Anni ’50, Perugini prima, trovando di fronte un più fortunato Catanzaro, e Carratelli poi, che, dopo una grande stagione sotto la guida di Bruno Giorgi, quel palo di Lombardo contro l´Udinese, fece svegliare dai sogni il popolo rossoblù, esclusi dalla serie A solo per la classifica avulsa. Anni favolosi che, l´attuale squadra e l´attuale dirigenza, è riuscita a far rivivere ma questa volta con un finale diverso, un finale vincente. Tutto è nato due anni fa. Il Cosenza, dopo cinque anni maledetti, crocevia di fantomatici dirigenti e presidenti, riesce a prendersi la sua piccola rivincita, stravincendo il campionato di serie D con i gol di Cosa e le geometrie di Danti. Stagione meravigliosa, conclusasi con la vittoria finale contro il Bacoli Sibilla, davanti ad un pubblico di tredicimila persone. Una vittoria per tutta la città, che ha avuto un sapore ben diverso dallo spettacolo prettamente calcistico. E´ stata infatti una rinascita, una consapevolezza di appartenere ad una città che ha ritrovato, nel calcio, la sua dignità, un orgoglio nel´essere cosentino. Esattamente un anno dopo, il copione si ripete. Confermata l’ossatura della scorsa stagione, il Cosenza riparte con Polani, pezzo pregiato per la C2, e Battisti e Mortelliti, pedine fondamentali dello scacchiere rossoblù, guidato in maniera egregia dall’ottimo Mimmo Toscano (nella foto con mons. Salvatore Nunnari). La gara con il Melfi regala ai quasi ventimila spettatori uno spettacolo, a dir la verità, non molto bello, ma l’entusiasmo, il colore, e il fantastico colpo d’occhio dello stadio San Vito ha sovrastato le giocate degli undici protagonisti di questa fantastica calvalcata vittoriosa. Ora si riparte di nuovo. La gente sogna una nuova storia. Una nuova leggenda da raccontare ai nipoti, un Cosenza che ricordi le giocate di Padovano, le corse del furetto Urban, le parate della gatta Simoni, la grinta di Bergamini, i gol di Lucchetti, i discorsi di Di Marzio. Insomma un nuovo slancio verso un vittoria collettiva che accresca ancora di più l’orgoglio di essere cosentino.

 

Carmine Ritacca

 

 

 

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