A Bianchi è festa per l’arrivo dell’arcivescovo Nunnari

L’alto prelato ha incontrato la Comunità biancara

ACCOMPAGNATO dal fido segretario don Serafino Bianco (figlio di Bianchi) e da don Santino Borrelli, vicario della Forania del Savuto, l’arcivescovo Salvatore Nunnari, Metropolita della Diocesi Cosenza-Bisignano, è giunto anche a Bianchi in Visita Pastorale. Un piacevole ritorno quello dell’Alto prelato, che solo domenica scorsa era stato accolto festosamente  dal la comunità biancara in occasione delle Cresime e della benedizione e consacrazione del nuovo altare in marmo bianco di Carrara, scolpito dal maestro Maurizio Carnevale di Lamezia Terme. Numerose le autorità presenti a ricevere l’Arcivescovo: il sindaco Francesco Villella, assessori e consiglieri, il capitano Stefano Monnati, comandante della Compagnia di Rogliano, il maresciallo Pasquale Sensibile, il dirigente scolastico, Caterina Policicchio, docenti e rappresentanti delle associazioni. Giunto all’istituto  “Don Bosco” gli alunni e personale tutto hanno accolto festosamente Monsignor Nunnari. Dopo  il saluto del dirigente scolastico, Caterina Policicchio, la scolaresca ha offerto un saggio della loro bravura con balletti, canti e poesie. Tre le domande rivolte da alcuni studenti all’arcivescovo: quando e come ha sentito la vocazione di farsi prete; Come capire e avvicinare i ragazzi e infine, qual è la sua impressione sulla scuola.  Con lo smalto, la simpatia e il carisma che lo distingue, monsignor Nunnari si è avvicinato ai giovanissimi interlocutori  e si è complimentato con loro. “La mia vocazione ha raccontato – l’arcivescovo è iniziata andando a messa da piccolo a fare il chierichetto. Poi è maturata, quando ho capito che il prete non solo dice la messa ma è l’uomo che si dona al Signore e il Signore lo dona  agli altri”. Alla domanda come capire i bambini,  monsignor Nunnari ha detto “un  prete deve essere padre, se ha un cuore di padre gli altri capiscono. I bambini sono attirati dal parroco, perche questo ha solo una passione: vivere per gli altri”. Infine riguardo alla scuola, ricordando i vecchi tempi, ha detto “ troppe leggi e troppi decreti hanno confuso i ministri e tutti noi”. Le cose possono cambiare – ha aggiunto – solo se si amano i bambini, e le riforme che verranno se non partono dal cuore non passano da nessuna parte. La vera riforma, ha concluso, è l’amore e la bontà”. Dopo il rinfresco, monsignor Nunnari ha fatto visita alla Casa comunale, nella quale il sindaco Villella ha avuto parole di elogio e di riconoscenza per l’alto prelato, evidenziando il difficile ruolo di amministratore, nel quale la disoccupazione e la difficile situazione finanziaria non lascia al sindaco margini di manovre. Dal canto suo l’arcivescovo ha ricordato che “bisogna lavorare sempre per il bene comune, e aggiunto, che in politica devono esserci avversari e non nemici”. Ultima tappa della giornata la visita alla caserma dei carabinieri, a fare gli onori di casa il capitano Stefano Monnati, il maresciallo Pasquale Sensibile e un nutrito numero di carabinieri. Un saluto affettuoso di un amico innanzitutto, le parole di monsignor Nunnari, per le Forze dell’ordine alle quali va la solidarietà e la riconoscenza per il lavoro svolto e infine un elogio per il rapporto “amicale” istaurato con la gente.

Pasquale Taverna

 

Nelle foto: mons. Salvatore Nunnari incontra la Comunità di Bianchi.

 

 

 

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