Pierluigi Minardi, un arbitro da promozione

Rogliano, il direttore di gara passa dai ruoli regionali alla CAI

 

MOLTO SPESSO la passione per il calcio spinge a sognare i colori della squadra del cuore e a praticare questo sport indossando una maglietta, correndo su e giù per il rettangolo di gioco alla ricerca di un goal, di una emozione, di un applauso. Di una carriera a grandi livelli per chi ha fortuna e qualità tecniche, di un appassionante pezzo di vita per chi invece resta legato alle proprie contrade, a contesti più marginali ma non per questo meno importanti sotto il profilo delle sensazioni. Per la maggior parte degli italiani il calcio è lo sport più bello, il più celebrato, il più ricercato, il più pagato, soprattutto fra i professionisti. Lo è più di prima anche se del passato non trasmette più le emozioni, magari attraverso le voci di Sandro Ciotti ed Enrico Ameri nelle entusiasmanti cronache alla radio o nei commenti di Paolo Valenti negli approfondimenti televisivi. Il calcio di oggi è caratterizzato soprattutto da diritti d’immagine, pay tv, gadget, procuratori, allenatori e giocatori milionari. Parola d’ordine business: in Italia, in Spagna, in Inghilterra, dappertutto, persino negli Stati Uniti. Non più colori e bandiere da esaltare, dunque, ma soldi e affari in continuo movimento. Una evoluzione che non appartiene al settore arbitrale, si è innovato restando legato alla tradizione, ad uno stile sobrio, che nel nostro Paese, polemiche a parte, rimane il più preparato al mondo. Pierluigi Minardi è un giovane ‘fischietto’ che alle capacità personali ha saputo accostare impegno e costanza tanto da essere promosso dai ruoli regionali alla Cai (Comitato Arbitri Interregionale). Che costituisce il primo passaggio al livello nazionale. Una promozione avvenuta al termine della stagione 2008/2009. Effettivo dal 2003, l’arbitro della sezione cosentina ha diretto 188 gare ponendo le basi per una carriera che secondo i bene informati promette traguardi molto importanti. Pierluigi è un ragazzo serio che cura preparazione e aspetto fisico, che in campo mostra attenzione e determinazione. Studente, impegnato nel sociale nel gruppo scout Agesci Rogliano 1, questo giovane del Savuto ha da sempre un tifoso speciale, il papà Sergio. Il calcio è uno sport dinamico e un buon arbitro deve dimostrare abilità e sintesi di giudizio in una frazione di pochi secondi. Un compito non facile che questo direttore di gara di belle speranze ha deciso di porre come una magnifica sfida a se stesso.

 

Gaspare Stumpo

 

 

Nella foto: l’arbitro Pierluigi Minardi.

 

 

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