Scelte “ Verdi” per Greco con il suo No al Nucleare

di Daniela CAPRINO *

 

L’ASSESSORE Regionale all’ambiente Silvio Greco non è un Verde, è uno scienziato di altissimo livello riconosciuto a livello mondiale ed esprime un no netto contro il nucleare in Calabria. Non posso che elogiare questa sua posizione che condivido politicamente e personalmente. Un "no" secco arriva da altre tutte le altre undici regioni d’Italia ma la Calabria in testa, attraverso Greco (coordinatore di tutti gli assessori regionali in materia) fa sapere che "tutti i paesi che lo hanno utilizzato stanno tornando indietro". La decisione assunta dal Governo Berlusconi di procedere alla realizzazione di un programma nucleare si presenta scientificamente inconsistente, molto costosa e contraddice gli impegni europei. Il Governo vuole introdurre il nucleare ad ogni costo, imponendolo alle popolazioni, ai Comuni, alle Regioni prevedendo per legge una gestione autoritaria delle procedure, militarizzando la localizzazione delle strutture nucleari, costituendo un’Agenzia per la Sicurezza sotto il suo stretto controllo politico e quindi mettendola nell’impossibilità di tutelare la salute e l’ambiente con la necessaria indipendenza. Il programma nucleare del Governo punta a sostituire per il 2020 il 25% dell’energia elettrica, che è meno di un terzo dei nostri consumi di energia. Per contro, l’Italia è tenuta, con la decisione assunta nell’ambito della UE nel 2007, a conseguire entro il 2020 la copertura del 20% dei consumi di tutta l’energia con le fonti rinnovabili e il taglio del 20% dei consumi di energia, coprendo con il gas le esigenze della transizione. Noi siamo con l’Europa e vogliamo impegnare l’Italia in questa direzione importante per la salute e per l’ambiente, per le imprese e per l’occupazione, come già sta avvenendo in Germania, in Spagna, in Danimarca e ora nella stessa Francia. Le due prospettive – del Governo e dell’Europa – non sono tra loro compatibili. Per questo abbiamo costituito il Comitato per un’alternativa energetica al nucleare denominato” Oltre il Nucleare” al quale possono aderire tutti i cittadini che hanno voglia di mobilitarsi contro questa prospettiva. L’energia nucleare non è pulita: dosi di radiazioni, sommandosi al fondo naturale di radioattività, possono causare eventi sanitari gravi (tumori, leucemie, effetti sulle generazioni future) ai lavoratori e alle popolazioni, nel funzionamento “normale” degli impianti e, ovviamente, nel caso di incidenti. Resta irrisolto il problema dei rifiuti radioattivi, materia tuttora di ricerca, dopo il fallimento della prospettiva di utilizzare strutture saline. E quanto ai cambiamenti climatici, anche un raddoppio – invero improbabile – dei reattori oggi esistenti nel mondo darebbe un contributo insignificante alla riduzione della concentrazione di anidride carbonica. L’energia nucleare non è a basso costo: la complessità del ciclo del combustibile, i dispositivi sempre più impegnativi per mitigare l’impatto sanitario degli impianti sono alla base della lievitazione del costo dell’energia prodotta e della situazione di stallo nei paesi più avanzati, che pure avevano perseguito con decisione nel passato questa produzione di energia anche per l’intreccio essenziale con la produzione degli armamenti nucleari. Oggi, mentre il costo del kWh nucleare continua a crescere, i costi delle fonti rinnovabili diminuiscono ogni anno e la loro diffusione cresce in modo esponenziale testa. La scelta del governo contraddice il referendum popolare del 1987, che ha deciso l’uscita dell’Italia dal nucleare e nessun sondaggio può sostituire il pronunciamento dei cittadini.

 

Per aderire:

inviate una mail a adesioni@oltreilnucleare.it

 

Daniela Caprino

* Consigliera Nazionale dei Verdi

Membro Direttivo Nazionale del Comitato “Oltre il Nucleare”

 

 

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