Caputo lascia il PD: “la politica non fa per me”

Clamorose dimissioni del segretario del Circolo roglianese

 

E’ DELUSO da una mondo che credeva diverso, per il quale si era impegnato accettando e affrontando la sfida in prima persona, seguendo quell’ideale che alla fine non è servito a mitigare nemmeno l’amarezza per la scelta dell’addio. Che è definitiva, radicale e ferma, come le convinzioni che avevano contraddistinto i pochi mesi di guida del partito a Rogliano. “Lascio perché nella politica ci sono situazioni che non condivido. La mia è una scelta di vita”. Un commento breve ma drastico, che va aldilà della seppur breve esperienza di dirigente all’interno del Partito Democratico, che al termine della stagione congressuale lo aveva etichettato come giovane dalle belle speranze, chiamato a capitalizzare il bagaglio umano e culturale presente nelle diverse ‘anime’ del centrosinistra roglianese, per rafforzarne sul territorio la consistenza e il peso politico-elettorale. Così non è andata. Luigi Caputo, trenta anni, una laurea in tasca, un passato fra i giovani diesse e un presente che sette mesi fa lo aveva visto eletto alla carica di segretario di Circolo e poi in prima linea durante la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio provinciale di Cosenza, nelle scorse ore ha lasciato il PD. “E – come ha fatto sapere l’interessato – la politica attiva” mettendo da parte l’esperienza politica in maniera chiara e definitiva. Caputo ha rassegnato le dimissioni informando i componenti della Federazione Provinciale e chiedendo, contemporaneamente, l’annullamento dell’iscrizione al partito. Non farà più politica e si dedicherà a ben altro: “è inutile – ha detto – che si strumentalizzi la mia scelta, ipotizzando, magari, passaggi ad altre forze politiche”. Eppure, solo poche ore addietro la presenza e l’apporto dello stesso Caputo all’interno del Partito Democratico roglianese era considerato di fondamentale importanza, soprattutto alla luce della discussione (e delle prese di posizione) legate alle mozioni Franceschini e Bersani. E non a caso la presenza del segretario era data quasi per certa all’interno del comitato che sostiene la linea dell’ex ministro dell’Industria nel primo governo Prodi. Un primo segnale di novità dopo l’estenuante campagna elettorale dei mesi scorsi e l’ormai conclusa pausa estiva, che già nelle scorse ore aveva cominciato a riaccendere il dibattito politico nel centrosinistra, cittadino con le adesioni alle mozioni e le prime dichiarazioni ufficiali. Le dimissioni di Luigi Caputo aprono un nuovo fronte di discussione all’interno del Partito Democratico, che con ogni probabilità non sarà privo di polemiche. “Lascio – ha spiegato l’ormai ex segretario – con la consapevolezza di avere avuto a che fare anche con persone che durante il mio mandato dirigenziale mi hanno incoraggiato e sostenuto lealmente”.

 

Gaspare Stumpo

 

 

 

 

 

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