Bianchi-Colosimi, il ‘don Bosco’ accorpato a Scigliano

Istituto scolastico ‘vittima’ del ridimensionamento

A NULLA sono valsi gli sforzi, le rimostranze dei genitori, docenti, personale Ata e degli amministratori per salvare l’autonomia dell’Istituto comprensivo “Don Bosco” di Bianchi e Colosimi. La fredda e affilata scure del ministro Gelmini ha decapitato una delle poche strutture efficienti e più importanti dei due comuni montani. Dal primo settembre il “Don Bosco” è stato accorpato all’Istituto onnicomprensivo di Scigliano. Un provvedimento, che mette a repentaglio il funzionamento della scuola, crea notevoli disagi alla cittadinanza e provocato l’effettiva perdita di posti di lavoro. Sin dalle prime avvisaglie di una probabile perdita dell’autonomia scolastica, ricorda il sindaco Francesco Villella, di essersi adoperato con tutti i mezzi a disposizione per scongiurare tale sciagura. “Purtroppo – dichiara il primo cittadino – di fronte ad una legge, che non tiene conto dell’evidente realtà dei comuni montani e solo, il rigore numerico imposto del decreto Gelmini (300 alunni per scuola) prevale freddamente sull’Istituto “Don Bosco” (251 alunni). Cosa ci può aspettare di peggio”? L’amministrazione, prosegue Villella, per difendere una conquista della comunità, avverso al provvedimento ha ricorso al Tar, ma senza successo. A fine giugno, aggiunge l’assessore alla Pubblica Istruzione Pasquale Taverna, “richiamata la legge regionale n. 21 del 12/06/09 art. 68 “Dimensionamento scolastico” e presentata al Presidente della Provincia di Cosenza, la deliberazione di Giunta per ottenere la deroga almeno di un anno, le nostre argomentazioni non hanno sortito nessun effetto”. In apertura dell’anno scolastico, prosegue l’assessore, “è desolante e mortificante vedere la struttura scolastica “esanime”. Negli anni, le amministrazioni comunale che si sono succedute, continua l’assessore Taverna, “hanno fatto non pochi sforzi economici per garantire un dignitoso servizio di trasporto e mensa, con la ristrutturazione dell’edificio e annessi locali mensa e Aula Magna”. L’accorpamento, a nostro avviso, “arbitrario, penalizza quanto faticosamente è stato costruito nel tempo e vanifica anche gli sforzi dei dirigenti scolastici: Alba Maria Carbone (circa 11 anni) Battista Granata e Caterina Policicchio (2 anni ciascuno). La comunità biancara, non ha digerito per niente questa decisione verticistica, che crea scompiglio e disaffezione verso l’ordinamento scolastico. Poi l’assessore Taverna, chiede, dove sono finiti i bei discorsi dei politici che si definivano “paladini” delle zone montane, e individuavano in queste potenzialità turistiche, economiche e culturali. L’accorpamento di una scuola, prosegue Taverna, è una sconfitta della società e dell’istruzione. Il dimensionamento attuato è insensato, porta allo sfascio la scuola e arreca un danno incolmabile al territorio dell’alto Savuto. Non pensabile, conclude, che nell’era della globalizzazione un Istituto con 251 alunni, solo perché non raggiunge una contestabile soglia imposta da un ministro, perde l’autonomia, l’autogoverno e l’assunzione delle responsabilità che fin oggi hanno permesso di costruire uno stile, un metodo di lavoro e percorsi condivisi fra gli operatori scolastici permettendo di raggiungere importanti traguardi sociali e culturali.

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