Più attenzione per l’Area industriale di Piano Lago

 

“LOIERO ascolti personalmente la nostra voce”. Lo chiede la quasi totalità  degli industriali di Piano Lago, che nei giorni scorsi si è costituita in comitato con l’obiettivo di coordinare le istanze di categoria ed avviare un confronto con il Consorzio di Sviluppo Industriale di Cosenza (Asi) e la Regione Calabria. Il gruppo è guidato dall’avvocato Arturo Crispino, che si avvale del sostegno di Eugenio Carpino, Giovanni Filice, Maria Grazia La Valle, Lucio Sicilia, Carmine Venneri e Francesca Valente. “Le imprese – spiega Crispino – decidono di uscire dall’isolamento e affrontare insieme i problemi”. L’insoddisfazione degli industriali che opera nell’area di Piano Lago resta infatti legata alla impossibilità  di competere con le altre realtà  imprenditoriali (anche del Mezzogiorno) a causa della mancanza infrastrutture, della lentezza della pubblica amministrazione, di intoppi burocratici e di tasse non rapportate ai servizi. Tuttavia, gli imprenditori locali non chiedono né soldi né assistenzialismo. Chiedono di avere pari opportunità  rispetto ai colleghi che operano nel resto del Paese e “giocare una partita ad armi pari”. “Senza impresa non c’è sviluppo. E noi – sottolineano gli interessati – non vogliamo essere subalterni a nessuno”. Oggi il comitato ‘Imprenditori di Piano Lago’ punta ad un cambio di rotta rispetto al passato, ad una maggiore cultura d’impresa, ma anche e soprattutto ad un dialogo costruttivo con le istituzioni e regole meno farraginose. In particolare, gli industriali di Mangone, Cellara e Figline puntano l’indice sul nuovo Regolamento per la localizzazione delle attività  produttive (Rap) varato dall’Asi che, nonostante i “meriti della nuova dirigenza” circa l’organizzazione del Consorzio e diretti a contrastare episodi imprenditoriali distorti, non favorirebbe una politica di rilancio adeguata alle esigenze di Piano Lago e di una zona segnata da mille difficoltà . “Non si può – afferma Crispino – limitare il diritto di proprietà  di imprenditori che da 40 anni continuano ad investire le proprie risorse umane e finanziarie in un contesto dove mancano i requisiti minimi per fare impresa. Non si possono praticare prezzi per l’acquisto dei terreni nelle aree di sviluppo industriale che risultano essere uguali o maggiori di quelli che si pagano nelle aree fuori dalla competenza del Consorzio”. “Stante la situazione attuale – sostiene ancora Crispino – ci chiediamo quale è la convenienza ad investire nella nostra area industriale?”.  Alla luce di tutto questo il gruppo di imprenditori che fa riferimento al Comitato di Piano Lago chiede un dialogo diretto con la Regione Calabria per conoscere quali sono i programmi dell’Ente rispetto al comparto industriale del Savuto. “Tutti gli operatori economici – conclude Crispino – meritano una attenzione vera, fatta di cultura di mercato, non di sogni improponibili, o rivoli di denaro che finanziano microinterventi assistenziali”.

Gaspare Stumpo
 
 
Nella foto: Piano Lago.
 
Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com