Novene, focare e zampogne nel segno della tradizione

 

MOLTO SPESSO la tradizione religiosa trova riferimenti nella cultura popolare, nei ritmi di vita e nelle usanze legate alla Civiltà  contadina. Ancora oggi, in molti paesi, soprattutto del Sud, la novena di Natale viene celebrata poco prima dell’alba, accompagnata da canti e suoni caratteristici, come quello della zampogna. Che è lo strumento utilizzato dai pastori davanti alla Grotta di Betlemme. Una occasione per ‘sentire’ il Natale e ‘vivere’ la festa nella piena consapevolezza del sacrificio legato alla fredda levata mattutina, che si contrappone ad una quotidianità  sempre più problematica e priva di valori. Gli zampognari suonano le dolci melodie cosicché, per tutto il periodo della novena, le nenie si diffondono lungo i vicoli e nelle stradine dei centri storici allietando il risveglio delle persone. Una sensazione unica che trova ulteriore enfasi se il paesaggio è contraddistinto dall’atmosfera tipica dicembrina e soprattutto dal candore della neve. Da sempre, la celebrazione della Santa Messa nelle primissime ore del mattino trova consensi tra gli adulti e persino tra i più giovani. L’esperienza di alcune comunità  parrocchiali conferma, infatti, la crescente presenza di ragazzi e bambini alla celebrazione mattutina: molte chiese pullulano di fedeli e tutto appare come in un giorno di festa per la moltitudine di persone che si ritrova in giro per i paesi. E’ consuetudine, al termine della funzione religiosa, consumare dolci tipici della tradizione e avviarsi al lavoro. Per molti credenti partecipare alla novena significa ‘cercare e godere’ quel momento diverso e speciale, avvertire l’atmosfera del Natale in una sorta di ritorno alle molte semplicità  del passato. Altro aspetto della tradizione è legato alla Focara (o Focera), un grosso falò accesso nelle piazze o nei pressi delle chiese la notte di Natale o di San Silvestro, intorno al quale la gente si riunisce in un clima di grande gioia e fraternità . L’istituzione della focara è legata probabilmente al solstizio d’inverno, al periodo in cui il Sole comincia il suo ‘ritorno’ nei cieli boreali per donare luce e forza alla natura. Dalla tradizione pagana a quella cristiana, nel Natale di oggi il fuoco rappresenta la nascita del Redentore che entra nella storia illumina la strada. Nei paesi dell’entroterra, soprattutto nelle località  dove è maggiormente avvertito il peso della tradizione, cataste di legno vengono sistemate nelle piazze e negli antichi rioni per poi essere accese al termine della Messa di Mezzanotte. Un rituale caratterizzato da scambi di auguri, assaggi di pietanze e sottofondo musicale, che molto spesso si protrae sino all’alba. Tutti intorno al fuoco, dunque, che nelle tenebre della notte porta al mondo la nuova luce e la nuova vita: il Cristo.

 
Gaspare Stumpo
 
 
Fonte della Notizia: Parola di Vita.

 

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