Savuto, industriali sul piede di guerra

 

“ISTITUZIONI indifferenti alle problematiche delle nostre aree industriali”. E’ quanto hanno affermato gli imprenditori riuniti nel comitato di Piano Lago al termine di un incontro fra delegazioni dell’area del Savuto e di Corigliano Calabro (Azicor). Due settori produttivi che fanno riferimento al Consorzio di Sviluppo Asi, che contano circa centocinquanta aziende con 3500 occupati. Gli industriali continuano a lamentare, oltre alla carenza di infrastrutture e servizi, la mancanza di concertazione con le istituzioni territoriali, quindi, alcune prescrizioni contenute nel Regolamento per la localizzazione delle attività  produttive. All’incontro hanno partecipato il presidente di Azicor, Claudio Malavolta e il responsabile del Comitato Imprenditori di Piano Lago, Arturo Crispino. “Rispetto ad un problema grave considerato pure il contesto di crisi – ha detto quest’ultimo – le istituzioni non hanno ancora risposto”. Il riferimento di Crispino è alla missiva inviata a Regione Calabria, Provincia di Cosenza, Comunità  montana ed Asi, con la quale è stato chiesto un confronto sulla situazione del comparto locale. Una richiesta ufficiale aggiunta all’appello lanciato al presidente dell’Esecutivo regionale, Agazio Loiero. Arturo Crispino ha ribadito che “Piano Lago non ha bisogno solo di risorse e infrastrutture, ma anche di regole chiare, snelle ed eque, capaci di tradursi in minori costi per le aziende e maggiori possibilità  per le stesse di competere sui mercati”. Il Regolamento è stato al centro della discussione che ha portato anche ad un confronto ampio e articolato sulle principali problematiche che attengono al settore industriale. Per le imprese calabresi, infatti, la crisi è reale e su questa, oltre al calo dei clienti, incidono le difficoltà  con i creditori e le banche, ma anche elementi di natura locale. Le aziende lamentano un peggioramento delle vendite e un sensibile aumento dei costi di produzione per servizi e prodotti. Per gli imprenditori delle zone del Savuto, Corigliano Calabro e Cammarata, un regolamento “adeguato” produrrebbe invece “meno incertezza, maggiori investimenti ricaduta occupazionale” – con grande sollievo per l’economia dei territori. Da qui la richiesta di un faccia a faccia con Regione ed enti locali. “Diversamente – hanno affermato gli imprenditori del comitato di Piano Lago – saremo costretti ad effettuare le nostre rimostranze”. Gli interessati, che si sono detti “curiosi di sapere cosa sono pronti a dire i politici al mondo delle imprese nell’imminenza della campagna elettorale” – hanno annunciato una possibile manifestazione con il coinvolgimento di industriali, lavoratori e sigle sindacali.
 
Gaspare Stumpo
 
 
 
Nella foto: Piano Lago.
 
 
 
Fonte della Notizia: Il Quotidiano della Calabria.

 

 

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