Cms, stanziati i fondi per la retribuzione dei dipendenti

 

PASSO in avanti nella vicenda che riguarda i lavoratori della Cms dopo il provvedimento incluso nella nuova Finanziaria che ha cancellato il fondo riservato alle comunità  montane demandando alle regioni il futuro di questo comparto. Nelle scorse ore la Giunta dell’Ente roglianese ha deciso, con apposito atto deliberativo, di rivolgere le entrate certe per l’anno corrente al pagamento degli stipendi e alle spese di funzionamento obbligatorie. Una scelta importante che rasserena gli animi e consente ai venti lavoratori di tirare un respiro di sollievo in un momento che non appare tra i migliori e non solo a livello economico. La misura adottata dal Governo nazionale è destinata infatti a ripercuotersi sui servizi al territorio e sugli stessi investimenti per lo sviluppo della Montagna. Il taglio riguarda anche il cosiddetto ‘fondo consolidato’ – finalizzato alla copertura degli oneri per il personale assunto ai sensi dell’ex legge 285/77. “In questa realtà  – si legge in una nota – il pagamento degli stipendi per i lavoratori della Comunità  montana del Savuto è un risultato importante, frutto di grande sensibilità  e responsabilità  da parte degli amministratori”. Sono 416, ricordiamo, i dipendenti delle comunità  montane calabresi che rischiano il licenziamento se non dovessero subentrare decisioni importanti da parte della Regione circa lo stanziamento delle risorse per gli enti di appartenenza, l’affidamento delle funzioni ed il rilancio delle attività . “La Regione Calabria – prosegue la nota – ha assunto l’impegno di garantire continuità  giuridica ed economica ai lavoratori interessati sia pure in una fase ponte e almeno fino al prossimo mese di giugno, ha manifestato l’intenzione di impugnare il provvedimento della Finanziaria in quanto ritenuto palesemente illegittimo e di ottenere il mantenimento del contributo consolidato”. “Soprattutto – conclude il documento della Cms – è chiamata a prendere una posizione chiara sul nuovo assetto istituzionale che vorrà  darsi, di studiare cioè cosa farne delle comunità  montane, quante e quali competenze e funzioni assegnarle, cercando nel contempo di salvaguardarne le tante specifiche professionalità , per una concreta politica di rilancio della montagna calabrese”.  
 
G. St.
 
 
 
Nella foto: il vice presidente della Comunità  montana del Savuto, Pasquale Altomare.
 
 
Fonte della notizia: Il Quotidiano della Calabria.
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