Ferrovie della Calabria, difficoltà  e nuove opportunità 

IL TRACCIATO delle Ferrovie della Calabria (un tempo Ferrovie Calabro Lucane), nella parte riguardante la linea Cosenza (Sila) Catanzaro, è stato ideato nel 1879, progettato agli inizi del 1900 e costruito fino al 1934, con ultimazione della tratta Camigliatello Silano-San Giovanni in Fiore nel 1956. Un tragitto che nell’ambito di una più estesa rete ferroviaria interna (a scartamento ridotto), pur non incidendo significativamente nello sviluppo economico delle aree percorse, ha segnato una pagina importante nella storia dei collegamenti cosentini e calabresi. “Il tracciato – scrive lo storico Luigi Costanzo – passa attraverso zone verdissime e pittoresche e presenta opere di ingegneria ferroviaria veramente ardite”. Una linea lunga 110 chilometri caratterizzata da 93 gallerie, 43 viadotti, 450 ponti e 142 passaggi a livello gestita dalle Ferrovie della Calabria, società  di servizi di trasporto pubblico che si candida ad essere parte attiva del progetto di Metropolitana Leggera Cosenza-Rende-Unical. Il volume ‘Storia delle Ferrovie in Calabria’ (ed. Orizzonti Meridionali) di Luigi Costanzo è uno strumento prezioso, per documenti citati e dettagli tecnici esposti, dal quale ricavare informazioni utili sulle nostre linee ferrate e sul loro aspetto paesaggistico e architettonico in rapporto al territorio. La tratta Rogliano Soveria Mannelli di 36 chilometri è stata aperta all’esercizio l’11 ottobre 1922. Lungo il tragitto, che è contraddistinto da asperità  del terreno soprattutto nell’area a monte del fiume Savuto, piccole e grandi situazioni di dissesto idrogeologico dovute anche al maltempo hanno causato, in alcune occasioni, l’interruzione del collegamento. Come avvenuto, ad esempio, dopo lo smottamento del 19 febbraio 2009 in località  ‘Timpone’ e, un anno più tardi, in seguito all’abbassamento della sede ferroviaria nella stessa zona oggetto di operazioni di ripristino, con conseguente nuovo stop al transito dei convogli. Alle nuove difficoltà  l’azienda ha risposto con il mantenimento delle corse da e per Catanzaro e l’attivazione di bus navetta fra le stazioni di Rogliano, Marzi e Carpanzano. Un provvedimento che sta consentendo di valutare l’evoluzione della nuova emergenza. Più volte il professor Domenico Gattuso è intervenuto a proposito di un possibile progetto di ammodernamento dell’infrastruttura, invitando amministratori locali e cittadini a prendere in considerazione i fondi Por come opportunità  di rilancio per la linea tra Cosenza e Catanzaro. Gattuso, ordinario di Trasporti all’Universita Mediterranea di Reggio Calabria, citando la serie di difficoltà  che negli ultimi anni ha colpito la rete ferroviaria regionale, in particolare quella interna, con relativo impoverimento della rete dei servizi nelle aree marginali e montane, ha parlato spesso di “concrete opportunità ” per un comparto definito “strategico dei trasporti regionali”. In particolare, in una nota di alcuni mesi fa, il docente universitario ha posto l’attenzione sulla Cosenza – Catanzaro “da più parti ritenuta un ramo improduttivo, almeno per la sua componente più interna”. “Personalmente – ha scritto il professore – la considero una componente fondamentale di un sistema regionale a maglie, da potenziare per favorire un raccordo veloce fra due città  capoluogo di provincia, alternativo ai collegamenti su gomma e di gran lunga più eco-sostenibile”. Un parere autorevole con elementi e dettagli interessanti, che ha ulteriormente arricchito il dibattito sui progetti che attengono al futuro delle Ferrovie della Calabria, l’aspetto economico e commerciale, l’utilità  sociale e quella turistica relativi al servizio. Sabato prossimo il prof. Gattuso parteciperà  alla tavola rotonda promossa dal ‘Comitato pendolari’ presso la sala consiliare della Comunità  montana del Reventino (Soveria Mannelli). Alla iniziativa, che ha come tema prospettive per la linea FdC Cosenza-Catanzaro, saranno presenti amministratori locali, sindacalisti e cittadini-utenti del Reventino e della valle del Savuto.

Gaspare Stumpo

 

dal settimanale ‘Parola di Vita’.

 

 

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