Oscar a Mauro Fiore, Marzi attenzione planetaria

ERA PERFETTAMENTE informato di quello che era accaduto nelle settimane precedenti, del clamore mediatico seguito alla nomination, ma anche di quello che stava avvenendo dall’altra parte del mondo, in un borgo di provincia colorato di bianco per l’improvvisa neve di Marzo. E davanti alla platea delle grandi occasioni, sul palco del Kodak Theater, Mauro Fiore ha voluto sottolineare con orgoglio le sue radici.  “Grazie ai miei genitori Lorenzo e Romilda che sono venuti dall’Italia con quattro valige e un sogno”. Un sogno chiamato America: Illinois prima, California dopo, lontano dalla quiete di Marzi, piccolo centro della valle del Savuto dove è nato e dove è già  atteso per ricevere le chiavi della città . Una testimonianza d’affetto, autentica come il suo modo di essere: spontaneo, creativo, intelligente. Un italiano che non ha dimenticato il luogo dove è nato e dove torna almeno una volta all’anno per abbracciare parenti e amici, sentirsi a casa e gustare la cucina della madre. Che ieri è scoppiata in lacrime dopo aver assistito alla lunga diretta via satellite da Los Angeles assieme al marito, alla figlia e a centinaia di altri concittadini. Lorenzo Fiore e Romilda Carpino hanno espresso il loro orgoglio per un successo, quello del figlio, che rende fiera la Calabria e l’Italia. Un successo che nasce dallo studio, dall’impegno e dalla passione, che ha trasformato in favola una delle tante storie di emigrazione iniziata agli inizi degli Anni Settanta. “Partimmo d’estate alla volta degli Stati Uniti. A Chicago, dove già  risiedevano due famiglie alle quali ci univano rapporti di stretta parentela”. A parlare è Mariuccia Fiore, la sorella di Mauro, che racconta con entusiasmo il legame col fratello e il rapporto di quest’ultimo con la famiglia e il lavoro. “Una persona umile e impegnata a dare il meglio di se, che non si aspettava tutto questo successo. Un vero italiano. E’ stato lui ad aiutarmi non appena siamo arrivati in America.  Dovevamo adattarci ad una nuova realtà , una nuova lingua. Mio padre gestiva un negozio di materiali edili e pensava che Mauro, un giorno, potesse intraprendere gli studi per diventare architetto. Ma il sogno di mio fratello era quello di lavorare nel mondo del cinema. Un sogno che ha coltivato alla fine del liceo, dopo aver seguito un corso di fotografia”. Poi l’esperienza del Columbia College, il perfezionamento nello studio della pellicola, i rapporti di amicizia con Janusz Kaminski, il trasferimento a Los Angeles, i primi impegni professionali come elettricista e cameramen, quindi la direzione della fotografia al fianco di registi di fama internazionale come Roger Corman e lo stesso Cameron. “Mauro – spiega la signora Fiore – ha una famiglia stupenda. Ha sposato Maria Cristina Vollmer, una ex costumista che gli ha dato tre splendidi bambini: Lidia, Tessa e Luca Lorenzo. Hanno scelto di vivere nella quiete del Nebraska, lontano dalla vita frenetica californiana. Lui ha dedicato la statuetta alla moglie, voleva tornare sul palco per sottolinearlo, ma non è stato possibile”. Il premio Oscar per la fotografia  è diventato cittadino americano da tre anni ed è molto grato agli Stati Uniti per quello che ha ricevuto da questo Paese. In una atmosfera di grande entusiasmo, nella bella e accogliente casa di Marzi, per tutta la giornata di ieri il via vai di giornalisti e fotografi è stato costante. Anche il telefono non ha mai smesso di suonare: giornali, telegiornali e trasmissioni di approfondimento hanno cercato la famiglia Fiore: Lorenzo, Romilda e Mariuccia. Stanchi ma contenti, ospitali come ogni buona famiglia del Sud, entusiasti di condividere “una emozione fortissima”. “Un bel regalo in occasione dell’otto marzo. Mauro – conclude Mariuccia Fiore – ci hai regalato un momento di gioia profondissima che durerà  a lungo. Ti voglio bene e sono molto orgogliosa di te. I love you".

Gaspare Stumpo

 

Nella foto: il Premio Oscar per la fotografia, Mauro Fiore.

 

tratto da ‘Il Quotidiano della Calabria’

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com