Valle del Savuto, ore difficili per il maltempo

L’AGGRAVARSI  delle condizioni atmosferiche ha acuito i disagi sulla viabilità  alternativa a causa delle precipitazioni nevose sull’altopiano silano e all’innalzamento delle acque del fiume Savuto, che non consentono la percorribilità  di alcune strade prossime al centro storico di Parenti e alle contrade limitrofe. Già  da tempo, ricordiamo, il borgo pre silano è semi isolato per la interruzione della Sp 242 in località  ‘Fuochi’ – in territorio di Rogliano, dovuta ad un grosso movimento franoso. Una situazione difficilissima che ha creato un vero e proprio stato di emergenza, con problemi di mobilità  per i cittadini e difficoltà  per le aziende agroalimentari e le attività  commerciali. La popolazione di Parenti, soprattutto anziani, studenti e pendolari del lavoro, continua a vivere situazioni incresciose a causa dei problemi di collegamento con la cintura roglianese e l’area urbana cosentina, dove sono concentrati servizi, uffici pubblici e strutture sanitarie. Alcuni residenti sono costretti a percorre oltre 40 chilometri (attraverso Bocca di Piazza) prima di raggiungere il fondo valle. Dopo l’arrivo del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, che ha effettuato un sopralluogo sul posto, la vicenda è stata oggetto di discussione durante una Conferenza dei Servizi che, oltre ai sindaci di Rogliano e Parenti, ha visto presenti i delegati di Regione Calabria, Provincia di Cosenza, Prefettura e Autorità  di Bacino. Un incontro che è servito non solo a sviscerare le questioni più urgenti ma anche a stabilire il tipo di intervento e le competenze. Ad oggi, quello che preme di più agli amministratori locali è garantire un collegamento rapido tra realtà  contermini e avviare, nel contempo, le operazioni di ripristino del tracciato della provinciale nelle parti in frana. A Parenti, infatti, alle polemiche comincia ad accostarsi il malumore e parecchi cittadini hanno minacciato di mobilitarsi e avviare una nuova raccolta di firme. Anche gli insegnanti provenienti dai paesi limitrofi hanno auspicato l’intervento dell’Amministrazione comunale affinché prenda in considerazione il loro disagio. Sulla rete viaria comprensoriale la situazione resta difficile nelle aree rurali e in diversi punti del tracciato della Sp 242 per la presenza di situazioni di dissesto e per il pericolo di caduta massi nella zona prossima alla frazione Balzata. Nella mattinata di ieri (10.03.2010, nda) la piena del fiume Savuto ha semidistrutto il vecchio (e inutilizzato) ponte in ferro e lesionato quello parallelo in cemento armato realizzato negli anni scorsi sulla provinciale. La furia degli elementi ha trascinato a valle detriti e materiale vegetale che al primo ostacolo hanno formato una sorta di diga naturale nella zona detta ‘Ischiromana’ – a valle della frazione Balzata. La portata e la violenza delle acque hanno eroso gli argini del fiume provocando crolli e danni alle infrastrutture. Sul posto sono giunti operai e tecnici dell’ente provincia, ma anche esperti del Genio Civile, del Demanio Fluviale e persino dell’Università  della Calabria. Anche il sindaco di Rogliano, Giuseppe Gallo, ha seguito personalmente le varie fasi dell’emergenza. Che ha portato alla chiusura al transito del tratto viario prossimo all’area interessata dalla piena e al conseguemnte isolamento delle località  a monte e a valle.  L’enorme portata d’acqua e la violenza del fiume Savuto, nelle scorse ore hanno eroso e travolto anche un traliccio dell’alta tensione in località  ‘Timpone’ – nei pressi della centralina idroelettrica, in territorio di Rogliano.  La base del traliccio ha ceduto e la struttura metallica è crollata provocando il distacco dei cavi dell’alta tensione per fortuna senza conseguenze. Il danno è stato già  segnalato al gestore ma le conseguenze della piena del fiume nell’area di pertinenza della centrale, dall’opera di presa all’impianto che contiene le turbine (di proprietà  del comune di Rogliano) sono considerate molto serie.

Gaspare Stumpo

 

Nella foto: il ponte in metallo sul fiume Savuto travolto dalla furia delle acque.

 

tratto da ‘Il Quotidiano della Calabria’.

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