Ridda di polemiche intorno al nuovo caso S. Barbara

IL NOSOCOMIO cittadino è tornato sotto i riflettori per via di un atto deliberativo adottato dai vertici dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, destinato ad incidere sulla organizzazione della struttura e sulle caratteristiche di alcuni servizi. Un provvedimento che potrebbe avere effetti già  dalle prossime settimane sull’attività  di pronto soccorso e su quella legata all’unità  operativa di chirurgia generale, con conseguente ridimensionamento o addirittura riconversione del nosocomio. Che passerebbe così da presidio per malati acuti a presidio per attività  chirurgiche in day surgery e ambulatoriali, diurno. E questo dopo anni di discussione sul progetto di riordino, grandi investimenti per interventi di sistemazione ed ammodernamento, indicazioni sulla necessità  di preservarne le funzioni di presidio attivo con attività  di urgenza ed emergenza, complementare all’Annunziata ma strategico per il territorio, in particolare per le popolazioni montane. La convinzione che la disposizione n° 331 dell’8 aprile 2010 possa rappresentare il primo atto di un lento ridimensionamento del ‘S. Barbara’ in questi giorni è appannaggio di molti, soprattutto di amministratori locali, esponenti politici e sindacalisti. Il Pdl, per esempio,  ha manifestato “sdegno e indignazione per l’ennesimo, vigliacco, colpo basso sferrato alla cittadina di Rogliano e all’intero comprensorio del Savuto dall’ex presidente Loiero e dai suoi amici del centrosinistra”. “Loiero, Lo Moro, Adamo, Pelaia e Puzzonia – si legge in una nota – sono solo alcuni dei nomi dei nemici del nostro territorio, i quali, con sfrontatezza inverosimile, dopo aver promesso in più occasioni durante l’ultima campagna elettorale che l’ospedale ‘S. Barbara’ sarebbe stato potenziato, ci consegnano oggi, come ultimo atto del loro pessimo mandato, un pesantissimo ridimensionamento dello stesso nosocomio che, di fatto, lascia intravedere una prossima chiusura”. Un giudizio molto duro, dunque, da parte del Popolo delle Libertà  che nel documento di ieri, dopo aver attaccato anche l’Amministrazione comunale di Rogliano chiedendone le dimissioni, ha auspicato che “il Piano di rientro così come concepito debba essere necessariamente rimodulato secondo una logica capace di incidere realmente sugli sprechi ingiustificati, valorizzando invece quelle strutture come il ‘S. Barbara’ che, per professionalità  e bacino d’utenza, possono essere funzionali e complementari al nuovo ospedale di Cosenza”. Anche il neo consigliere regionale Ferdinando Aiello ha espresso “la più netta avversione alla sciagurata decisione del direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, dottor Pasquale Puzzonia, di depotenziare l’importante struttura ospedaliera ‘Santa Barbara’ di Rogliano, con conseguente ridimensionamento del personale”.“Il concretizzarsi di tale prospettiva – ha scritto Aiello – arrecherà  ai diversi paesi del Savuto, serviti dall’attuale presidio ospedaliero, un danno sanitario, sociale ed economico irreparabile ed irreversibile”. “E’ una decisione gravissima che respingo fermamente e contesto sia nel metodo che nel merito. “Nel metodo – ha spiegato l’esponente di Rifondazione Comunista – perché si tratta, contrariamente a quanto si afferma nella deliberazione, di una decisione assunta senza consultare le organizzazioni sindacali e senza aprire una seria interlocuzione con le popolazioni del territorio e con le istituzioni che le rappresentano; nel merito perché si decide in maniera molto superficiale di depotenziare e disgregare un servizio pubblico efficiente ed indispensabile per la salute della popolazione”.

G. St.


Nella foto: la tac multislise in dotazione al persidio ospedaliero roglianese.


Fonte della Notizia: Il Quotidiano della Calabria.

 

 

 

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