Gli utenti Facebook: “giù le mani dal nostro ospedale!”

NEL MESE di luglio di due anni fa l’ex primario di Anestesia del presidio ospedaliero ‘S. Barbara’ – Franco Funari, riprendendo un articolo apparso sul Corriere della Sera, approfondiva – sulle pagine di questo giornale – il tema delle nuove frontiere della scienza e, trattando più nello specifico l’evoluzione della laparoscopia, si soffermava sulla cosiddetta era della ‘chirurgia robotica’. E’ ciò in relazione ad un progetto presentato all’interno dell’Azienda ospedaliera di Cosenza che prevedeva l’utilizzo della ‘chirurgia robotica’ nell’ambito della ‘chirurgia articolare’- con l’obiettivo di ridurre la rilevante mobilità  extra regionale dei pazienti e con essa i costi di un servizio che già  all’epoca incideva sul bilancio regionale per circa 10 milioni di euro. Un progetto ambizioso e innovativo che avrebbe avuto il supporto tecnico-scientifico del Laboratorio di Meccanica Applicata e Bioingegneria Industriale dell’Unical e della Clinica di Ortopedia dell’Istituto di Ricerca San Raffaele di Milano. Un progetto che nonostante il tentativo di veicolarne la fondatezza e l’opportunità  di stesura nel quadro delle attività  dei presidi ospedalieri locali per un polo d’eccellenza, è rimasto nel cassetto di qualche dirigente o negli archivi aziendali ad arricchire la gran quantità  di materiale cartaceo e, probabilmente, la sezione delle grandi opportunità  mancate. Forse perché – come riferiva all’epoca lo stesso Funari il progetto aveva “il grande limite di essere proposto da un gruppo di medici operanti nel P.O. S. Barbara di Rogliano”. In questi giorni e dopo un periodo di relativa calma, il nosocomio cittadino è tornato al centro dell’attenzione per via di un atto deliberativo destinato ad incidere sulla organizzazione, quindi sul tipo di servizio espletato dalla struttura del Savuto con seri dubbi per le sue funzioni future in quanto presidio attivo con attività  di urgenza ed emergenza. Da oltre una settimana le polemiche relative al paventato ridimensionamento del ‘S. Barbara’ stanno superando i confini della vallata, con interventi politici e sindacali e con la stessa popolazione sul piede di guerra pronta ad una nuova mobilitazione. Persino su Facebook sono stati creati due gruppi di discussione che contano già  migliaia di iscritti: ‘Salviamo l’ospedale’ e ‘Giù le mani dal Santa Barbara’. “Oltre a lottare per la non chiusura dell’ospedale di Rogliano – scrive il giovane Raffaele Davoli – occorre necessariamente lottare per un potenziamento dello stesso, perché il gioco che stanno tentando di fare è quello di renderlo sempre più improduttivo per poterne giustificare la chiusura. La cosa primaria da sperare in questo momento è ovviamente la revoca della delibera ma l’appello che voglio lanciare è quello di continuare questa battaglia. In passato hanno fatto passare il nostro nosocomio come il più sporco d’Italia, adesso stanno tentando altre strade. Tutto questo non dobbiamo permetterlo più”.

Gaspare Stumpo

Nella foto: l’ingresso delle Sale operatorie del Santa Barbara di Rogliano.

Fonte della Notizia: Il Quotidiano della Calabria.

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