Piano Lago, gli industriali dicono no al degrado

ERBACCE, cunette intasate, cumuli di immondizia, cattivi odori ma soprattutto rifiuti speciali a margine delle strade di servizio. Di questi tempi l’area industriale di Piano Lago non presenta un bell’aspetto: l’erba alta impedisce la visuale di molti capannoni e si ‘sposa’ malamente con il materiale plastico o le gomme d’auto abbandonate in posti più o meno accessibili. Il comparto ha una superficie di 139 ettari (di cui quasi 90 destinati a lotti industriali) ricadente nei comuni di Mangone e Figline Vegliaturo, a 15 chilometri da Cosenza. Un agglomerato nel quale operano una sessantina di aziende che vanno dall’agroalimentare all’elettronica, con prodotti anche di nicchia. Tempo addietro era attivo anche uno stabilimento della Polti, una sorta di piccola Fiat del sud cosentino, di cui non resta altro che la struttura e l’amarezza per centinaia di ex dipendenti attualmente in mobilità . Sogni, speranze e delusioni, dunque, che si alternano da oltre un trentennio favorendo polemiche e strumentalizzazioni. Da alcuni mesi, ricordiamo, gli imprenditori del Savuto si sono riuniti in coordinamento per avviare un percorso di concertazione con il Consorzio di Sviluppo (Asi) e sollecitare il mondo delle istituzioni con l’obiettivo di mettere in campo azioni sinergiche in grado di migliorare la competitività  sui mercati delle piccole e medie imprese locali, ridurre il costo dei servizi e creare nuova occupazione. Oggi le realtà  che operano nella zona non chiedono forme di assistenzialismo bensì il miglioramento delle infrastrutture e minori intoppi burocratici. A partire dal decoro del luogo e dalla viabilità , biglietto da visita per operatori e missioni che spesso provengono da altre realtà  industriali. “Le istituzioni giocano a scaricabarile – spiega Arturo Crispino. Un amministratore deve avere la capacità  di andare oltre”. “Eppure – prosegue il responsabile del Comitato imprenditori di Piano Lago – le aziende pagano regolarmente le tasse ma in cambio non ottengono servizi adeguati”. Da qui la decisione di ricevere l’assegnazione della manutenzione dell’Area. “Una operazione a totale carico delle imprese – conclude Crispino. Occorre però una inversione di tendenza, altri segnali importanti. In fondo, per programmare e attuare interventi di manutenzione ordinaria, come stiamo facendo in questi giorni, non necessitano grandi investimenti”.

Gaspare Stumpo

 

Nella foto: situazione di degrado nell’Area industriale di Piano Lago.

Fonte della Notizia: Il Quotidiano della Calabria.

 

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