Marzi, la grande Notte da Oscar

UN QUADRO raffigurante uno degli antichi ponti sul fiume Savuto è il regalo che il presidente della Comunità  montana, Giovanni De Rose, consegna al Premio Oscar anche a nome di tutti i sindaci della vallata. A margine del dipinto c’è scritto: “il tuo successo è il nostro orgoglio. A Mauro Fiore con stima e ammirazione”. “Ritornare in Italia per me è sempre una emozione grandissima”. Fiore cita il ponte delle Ferrovie della Calabria sulla ex SS. 19, in località  ‘Castagneto’ – al confine con il territorio di Rogliano, quale punto di riferimento del suo “ritorno a casa”. Una frase scandita da un forte applauso. Tornare a Marzi è “l’inizio di una avventura sempre nuova” che lo riporta alle parti più profonde del suo essere: le radici, l’anima. Due contesti diversi ma capaci di intrecciarsi quando si parla di Sud, di famiglia, di valori. “Ringrazio i miei genitori che hanno fatto si che questo legame con l’Italia, la Calabria, con Marzi, rimanesse sempre forte”. Un insieme di emozioni che il grande protagonista della ‘Notte degli Oscar’ vuole far rivivere alla famiglia e condividere con la gente che con lui ha dapprima sperato e poi gioito. “Quella sera a Los Angeles non ero solo, c’eravate tutti voi lì con me”. Mauro Fiore riceve l’abbraccio di una Comunità  racchiusa in un sogno, il ‘Paese da Oscar’ che da più settimane è al centro dell’attenzione mediatica internazionale. Un evento che cade la vigilia del 2 giugno: “forse nulla è casuale” – fa sapere il presidente dell’Amministrazione provinciale, Mario Oliverio. Un avvenimento al quale partecipano autorità , cittadini e moltissimi bambini che lanciano in cielo centinaia di palloncini colorati. E’ una occasione unica per questo centro di circa mille abitanti dell’entroterra cosentino, storica. Marzi è un pullulare di gente, piazze e vicoli sono presi d’assalto da fotografi e giornalisti, lungo la strada si trovano grandi statue a forma di Oscar. “Quaranta. Avete esagerato!” esclama Mauro. Ma ci sono pure la scultura e persino una gigantografia poste davanti alla Casa Comunale. Alla cerimonia istituzionale segue la prima parte della kermesse serale: il saluto di Miss Italia, Maria Perrusi, il concerto di Katia Ricciarelli in compagnia del tenore Francesco Zingariello. Il duo propone un breve repertorio di canzoni classiche e popolari e chiude con ‘O Sole mio. Il pubblico chiede di più ma deve accontentarsi. Il programma messo a punto con successo dal direttore artistico Peppe Sansone è un vortice di iniziative. La notte bianca marzese va avanti con mostre d’arte, degustazioni e concerti di musica. E non mancano né i fuochi d’artificio né tantomeno il video su maxischermo circa l’esperienza di Avatar. In migliaia affollano il centro storico, quasi fino all’alba. In molti, per la prima volta, hanno la possibilità  di toccare un Oscar, quello vero. La statuetta ma soprattutto il suo grande protagonista: Mauro Fiore.

Gaspare Stumpo

 

Nella foto: il presidente della Comunità  montana del Savuto, Giovanni De Rose, consegna il quadro a Mauro Fiore.

Fonte della Notizia: Il Quotidiano della Calabria.

 

Guarda il video del saluto di Mauro Fiore

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