No della Commissione Sanità  alla proposta dell’Ao

LA SITUAZIONE del ‘S. Barbara’ e più complessivamente quella della sanità  calabrese non è delle migliori. Un contesto difficile sul quale incombe il pericolo del commissariamento e in alcuni casi l’adozione di misure anche drastiche. Tuttavia, per il nosocomio roglianese potevano aprirsi spiragli importanti a partire dal 1° luglio prossimo, con l’attivazione del reparto Dialisi e del Day surgery aziendale, con prospettive interessanti circa nuovi servizi da erogare sul territorio. La conferma era arrivata dal direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, Giuseppe Altomare, intervenuto, giovedì sera, ai lavori della commissione Sanità . Un incontro dagli esiti negativi, al quale non aveva partecipato il direttore generale Pasquale Puzzonia, più volte oggetto, negli ultimi tempi, di critiche soprattutto per quanto concerne l’adozione della ormai famosa delibera n° 331 dell’otto aprile 2010. Atto che stabilisce il ridimensionamento di alcune unità  operative con ripercussioni sulle funzioni di  pronto soccorso per il presidio roglianese. “La riproposizione della contestata e tuttora sospesa delibera – evidenzia una nota dell’Amministrazione comunale – espone una volontà  aziendale, evidentemente, orientata a disattendere accordi che andrebbero confermati, corretti e revocati nella stessa sede concertativa che li ha espressi, certo e sempre in aderenza ad ogni comune accordo di condivisione”. Un riordino, quello del ‘S. Barbara’ – che dalle parti del Savuto auspicavano dunque “condiviso e responsabile” – che oltre al servizio Dialisi e al Day Surgery unico aziendale presupponesse l’attivazione di una seconda branca chirurgica (Urologia o Artroscopia), l’implementazione della divisione di Medicina generale e delle attività  dei laboratori (Analisi e Radiologia). Come ha ricordato il sindaco Giuseppe Gallo, la struttura di via Sturzo è stata oggetto di interventi di ammodernamento e messa in sicurezza e già  da tempo è in linea con gli standard previsti dalle norme vigenti in materia di edilizia ospedaliera. Un presidio in grado di configurasi come valido supporto nell’ambito della rete nosocomiale cosentina, sia in termini sanitari che in termini residenziali. “Non è chiudendo o ridimensionando questo ospedale – ha sottolineato il primo cittadino – che si risolvono i problemi”. La cessazione quasi immediata delle attività  di Pronto Soccorso è stata alla base, dunque, della presa di posizione delle scorse ore. Aspetto intorno al quale si sta concentrando l’attenzione dell’opinione pubblica  anche alla luce delle ‘voci di corridoio’ che in tema di urgenza ed emergenza, in un possibile piano di riordino indicherebbero, localmente e nel quadro delle strutture ‘minori’ – la presenza di due ospedali di montagna (Acri e S. Giovanni in Fiore) e di uno relativo alla fascia tirrenica (Paola o Cetraro). Una soluzione, la chiusura del Pronto Soccorso di Rogliano, che il Savuto vuole però evitare o attuare gradualmente, almeno sino alla realizzazione del Dipartimento d’Emergenza e Accettazione (Dea), in modo da superare la questione logistica legata alle caratteristiche e alle difficoltà  infrastrutturali del territorio.


Gaspare Stumpo


Nella foto: l’incontro di commissione Sanità 


Fonte della Notizia: Il Quotidiano della Calabria

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