S. Barbara: occupata la sede della Direzione sanitaria

LA DISPOSIZIONE izione del direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, Pietro Schirripa, datata 10 giugno 2010 è arrivata a meno ventiquattrore dall’incontro di commissione Sanità  nel corso del quale, alla presenza di amministratori locali, sindacalisti e professionisti del mondo della Medicina, erano state illustrate e discusse alcune proposte circa il riordino del ‘S. Barbara’. Un provvedimento nel quale è stata esposta, oltre alle attività  di Chirurgia generale, anche la cessazione, benché non immediata, del Pronto soccorso. E questo a conferma del contenuto relativo alla famigerata delibera n° 331 dell’otto aprile 2010 che il Savuto, ricordiamo, ha contestato sin dal momento della sua adozione. La rimozione delle insegne e della segnaletica di Pronto soccorso che stavano per prospettarsi ha portato alla prima, ferma, reazione del territorio contro quella che alcuni sindacalisti hanno definito “una scorrettezza in quanto azione non concertata”. L’occupazione della Direzione sanitaria del presidio ospedaliero roglianese è avvenuta nel primissimo pomeriggio di ieri e “proseguirà  – hanno confermato gli interessati – fino a quando non verrà  annullato l’atto deliberativo adottato dai vertici dell’Ao cosentina”. In mattinata, il sindaco di Rogliano, Giuseppe Gallo aveva inviato una comunicazione urgente di diffida al dg Pasquale Puzzonia e per conoscenza al prefetto di Cosenza, Antonio Reppucci, finalizzata a contrastare “ogni movimento di ridimensionamento dell’ospedale ‘S. Barbara’ e, in particolare, le ipotesi contenute nella delibera n° 331 dell’8 aprile scorso, i cui effetti sono stati sospesi a seguito dell’incontro del successivo 22 aprile tra i vertici dell’Ao, una delegazione di sindaci del Savuto e le organizzazioni sindacali di comparto”. “L’accordo – hanno ribadito gli amministratori roglianesi – ha vincolato l’Azienda ospedaliera di Cosenza alla convocazione di un tavolo di concertazione tra le parti stesse per l’adozione di atti condivisi”. Da qui la reazione e le dichiarazioni dello stesso sindaco apparso, nella circostanza, fortemente irritato. Alcuni anni addietro qualcuno  aveva apostrofato quello di Rogliano come “l’ospedale più sporco d’Italia” provocando le ire della popolazione per l’ingiusta definizione e perché, nel complesso, dagli inizi degli Anni Settanta questo piccolo nosocomio di provincia aveva svolto un ruolo fondamentale, con prestazioni e numeri importanti per l’area sud di Cosenza, divenendo un presidio efficiente sia dal punto di vista sanitario che residenziale. Il provvedimento firmato dall’allora assessore regionale, Doris Lo Moro, era stato alla base di una grande mobilitazione popolare iniziata con l’occupazione della sede della Direzione sanitaria e terminata con una grossa manifestazione per le strade della cittadina. In difesa del ‘S. Barbara’ erano intervenuti esponenti politici, amministratori locali, sindacalisti e migliaia di cittadini residenti nel comprensorio. La notizia della chiusura del nosocomio aveva varcato i confini nazionali ed era giunta persino in Africa. Un richiamo mediatico che si rivelò un vero e proprio boomerang per quanti avevano deciso di affidare ad un semplice atto amministrativo le sorti di un ospedale paradossalmente già  ristrutturato che presentava pregi e difetti uguali o addirittura minori di altre strutture sanitarie calabresi. Era bastato, infatti, un semplice pretesto per tentare di porre fine alla trentennale storia dell’ospedale del Savuto. Da qui la reazione degli abitanti della vallata che, memori dall’esperienza del reparto di Ostetricia e Ginecologia, in passato chiuso e trasferito nottetempo a Cosenza, si erano opposti con fermezza al provvedimento. Una vertenza che divenne anche un caso politico con lo stesso assessore Lo Moro costretto, ricordiamo, a rivedere le sue decisioni. Nell’ultimo periodo quasi tremila ricoveri e 4280 interventi di Pronto soccorso sono stati alla base di una intensa e rassicurante attività  sanitaria al servizio di un territorio geograficamente e socialmente difficile. In queste ore si è tornato a parlare in negativo del ‘S. Barbara’. Il Savuto è di nuovo sul piede di guerra.

Gaspare Stumpo


Nella foto: l’ingresso del Pronto Soccorso del presidio ospedaliero ‘S. Barbara’ di Rogliano.


Fonte della Notizia: Il Quotidiano della Calabria.

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