Roncone: “salvare il S. Barbara ospedale sicuro e produttivo”

Gentile Direttore,
considerandomi un tecnico, avevo scelto di astenermi da ogni commento o valutazione nell’ ambito della discussione e delle polemiche riguardanti la chiusura o “riconversione” dell’ Ospedale Santa Barbara, anche perché coinvolto direttamente, in quanto Direttore f.f. dell’ U.O.C. di Chirurgia. I continui riferimenti, diretti ed indiretti, alla mia personale attività  professionale, di esponenti sindacali ed in particolare l’ ultimo del Consigliere Comunale  Ciacco, hanno attirato la mia attenzione ed indotto a modificare il mio atteggiamento per chiarire alcuni dati ed evitarne la scorretta interpretazione. Alcune premesse sono fondamentali. Il Santa Barbara è l’ unico presidio dell’ A.O. di Cosenza con sale operatorie a norma, ed una situazione alberghiera ottimale, nonostante la “carenza di fondi” che abbia impedito negli ultimi anni l’ adeguamento delle attrezzature, delle strumentazioni e delle tecnologie. Sarebbe opportuno  visitare il Santa Barbara e le nostre Sale Operatorie, ma anche l’ Annunziata, per rendersi conto che in tale ospedale, a parte pochi reparti, la situazione è di totale degrado. Nelle sale operatorie  è impossibile operare durante il periodo estivo per il collasso dell’ impianto di condizionamento. La dilatazione dei tempi di attesa all’ Annunziata, che è il primo punto evidenziato dal Consigliere Ciacco è un dato reale ed innegabile, dovuto non certamente all’ Ospedale di Rogliano, ma al progressivo depauperamento dei piccoli ospedali zonali e delle case di cura, ed inoltre dovuto  ai limiti strutturali dell’ Annunziata, alle carenze di personale, ai gravissimi errori gestionali e di programmazione degli ultimi anni. Per tentare di risolvere tale problema, in ambito chirurgico, ho più volte sollecitato personalmente  i colleghi chirurghi ad utilizzare con maggiore frequenza la struttura di Rogliano. Spesso, purtroppo,  mi sono trovato di fronte a netti, aprioristici, irrazionali rifiuti, dettati più da una supposta “diminutio” professionale nell’ operare in una struttura “minore”, che non a reali oggettive motivazioni. Per quanto riguarda il numero irrisorio dei ricoveri, non parlerò della chirurgia, che mi vedrebbe direttamente coinvolto. Bisogna considerare che in tale struttura esistono solo 2 reparti: Medicina e Chirurgia. Quindi il numero dei ricoveri potrebbe sembrare globalmente “basso”, se considerato in confronto all’ Annunziata dove esistono decine di Unità  Operative. Bisogna interpretare tale dato nella sua oggettività . Mi sembrerebbe infatti strano se ciò si verificasse laddove è allocata una delle Divisioni di Medicina tra quelle con la maggiore produttività  ed il miglior utilizzo di posti letto della Provincia, se non della intera regione, che è appunto quella di Rogliano. Per quanto riguarda il dato degli anestesisti, sono perfettamente d’accordo sulla loro globale carenza. Però mi chiedo come mai il Presidio di Rogliano, con un organico autonomo di poche unità , riusciva a garantire la propria sopravvivenza ed una ragguardevole casistica operatoria da sempre. Come mai dall’ accorpamento dell’ Anestesia di Rogliano con quella dell’ Annunziata, la sopravvivenza della Chirurgia di Rogliano sembra diventata incompatibile con quella delle Chirurgie dell’ Annunziata?  Sarà  forse anche perché  è stato necessario, per esigenze politiche, sdoppiare l’ Anestesia  e Rianimazione, creando 2 primariati con 2 organici monchi? Ricordo che l’ attuale Primario dell’ Anestesia è “formalmente” il Primario dell’ di Anestesia del P.O. di Rogliano, come del resto cita letteralmente l’ Atto Aziendale dell’ A.O. di Cosenza, tuttora vigente. Ed ora arriviamo alle note dolenti, ovvero alla “altrettanta inutile improduttività  del complesso operatorio dell’ Ospedale di Rogliano” come testualmente scrive il Ciacco. I 50 interventi chirurgici in anestesia generale negli ultimi 6 mesi, sono tali solo e soltanto perché è stato disposto unilateralmente il blocco della attività  chirurgica in anestesia generale. Infatti ormai da molti mesi, non viene garantita la presenza dell’ anestesista per tale attività , ma la sola copertura anestesiologica delle urgenze. Non credo che questa sia la sede adatta per valutare e discutere tale decisione, che è stata “subita” dal sottoscritto, solo per permettere la prosecuzione di attività  chirurgiche “maggiori” all’ Annunziata. Tra l’ altro ciò non sempre è stato fatto, poiché spesso vengono utilizzate sedute operatorie in anestesia generale all’ Annunziata impropriamente, ovvero per interventi minori. Per completezza infine ricordo che nel triennio 2007-2009 sono stati garantiti circa 1200 interventi all’ anno, tra interventi chirurgici urgenti, in elezione ed in day surgery. Dalla sospensione delle sedute di chirurgia generale non è stato  più possibile garantire tale attività . Con la chiusura della Chirurgia di Rogliano, difficilmente si riusciranno a garantire tutte queste prestazioni nell’ Azienda Ospedaliera, struttura obsoleta e già  intasata. Sono interventi destinati in molti casi a varie forme di migrazione sanitaria. Non regge inoltre il paragone dei 2 signori di Rogliano che si recano al P.S. dei 2 presidi con la stessa patologia, una appendicite acuta. Probabilmente entrambi sarebbero stati operati presso il nostro nosocomio, poichè per la carenza di posti letto all’ Annunziata, molti interventi vengono trasferiti qui. I 50 interventi eseguiti sinora, cui si fa riferimento nell’ articolo, sono quasi, se non tutti, urgenze od interventi che non è stato possibile garantire all’ Annunziata.  Sorvolo rapidamente sul problema delle reperibilità , perché è evidente che il Consigliere Ciacco non è stato bene informato. All’ Annunziata, come al Santa Barbara il medico di guardia è sempre presente. Le urgenze vengono garantite da quello che lui definisce il “farraginoso sistema delle reperibilità ” in entrambi i presidi. Inoltre è vero che non esiste un Centro Trasfusionale, ma è presente da sempre una emoteca per garantire eventuali trasfusioni in urgenza. I politraumatizzati non possono essere trasferiti dal 118 a Rogliano, perché come si sa, non è presente una Divisione di Traumatologia. Comunque nel corso degli anni i pochi casi capitati sono sempre stati stabilizzati e studiati con professionalità , per essere poi trasferiti in ambiente idoneo, senza incidenti. Voglio infatti ricordare che, nonostante le gravi carenze che sarebbero presenti al Santa Barbara, finora non abbiamo avuto eclatanti di “malasanità ”.  Il problema, di questi tempi, è purtroppo di tipo “economico e filosofico” ovvero scegliere tra una sanità  costosa ma equa, o basata su criteri economici di “efficientismo” assai in voga oggi, anche tra molti “Dirigenti” Medici, forse più dirigenti che medici. Sulla base di tali considerazioni, si potrebbe anche accettare una affermazione relativa agli eccessivi costi del Presidio di Rogliano, ma non certamente quelli relativi ad una scarsa produttività  o sicurezza, in base a dati che sono stati probabilmente forniti al consigliere Ciacco in maniera scorretta e malevola.

Arturo Roncone (Direttore f.f. dell’ U.O.C. di Chirurgia – presidio ospedaliero S. Barbara – Rogliano).

 

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Il testo è stato pubblicato anche su ‘Il Quotidiano della Calabria’ – ed. del 23.06.2010

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