Dialisi, un reparto realizzato, attivato e mai utilizzato

Se l’affondo giudicato “leghista” del ministro Giulio Tremonti a proposito di certe responsabilità  degli amministratori del Sud appare opinabile, altrettanto discutibile è il contesto (e le scelte) che attengono al servizio di Emodialisi realizzato, attivato e mai utilizzato presso il presidio ospedaliero S. Barbara di Rogliano. L’apertura del reparto è una delle principali rivendicazioni del territorio, nonché punto cardine della vertenza che più giorni sta interessando il nosocomio. Il centro Dialisi è sistemato in ambienti moderni e spazi a misura d’ammalato con doppio ascensore, in un’area dell’ospedale facilmente raggiungibile dall’esterno, situata nei pressi del Pronto soccorso e non lontana dai reparti. Un settore all’avanguardia sia per quanto riguarda l’aspetto strutturale e residenziale, sia per quanto riguarda la tecnologia dialitica e l’impiantistica. Macchine innovative con sistema digitale, impianto di climatizzazione autonomo, stanze dotate di bagni e spogliatoi, ambulatori e uffici con collegamento in rete, sale di degenza con rivestimenti e suppellettili di ultima generazione, dodici posti rene per situazioni cliniche diverse. Un investimento notevole in termini economici contraddetto, fino a questo momento, dalla mancata fruizione della struttura nonostante la richiesta dell’utenza (nel Savuto sono 22 i soggetti in dialisi) che spesso deve fare i conti con situazioni di disagio logistico e carenza di risorse nei servizi post-terapia. Una serie di difficoltà , un calvario lungo e snervante, che oltre agli stessi nefropatici coinvolge anche i familiari. Confortato dall’ottimo livello di umanizzazione raggiunto dal S. Barbara, il centro Dialisi di Rogliano si preannunciava come uno dei fiori all’occhiello dell’Azienda ospedaliera di Cosenza. Un centro capace di unire sanità  e residenzialità , mitigando lo stress dei pazienti dovuto allo spostamento e al ciclo di terapia, soprattutto di soggetti anziani e barellati. Tutto questo, però, a distanza di circa un anno dall’avvio dei macchinari non si è ancora avverato. Perché? Il problema sarebbe legato alla indisponibilità  di personale specializzato, anche se alcune settimane addietro l’Azienda aveva fatto intendere che l’apertura del servizio poteva avvenire entro i primi giorni di luglio. Un progetto, quello della Dialisi, discusso nel corso dell’ultimo incontro di commissione Sanità  in quanto parte integrante, assieme alla Day Surgery aziendale, del programma di riordino nosocomiale. Cosa manca, considerato che l’Azienda ha dato il via al funzionamento e al controllo costante delle apparecchiature? Quanto tempo ancora dovranno attendere i dializzati della vallata che ogni tre giorni devono sottoporsi a quattro ore di trattamento terapeutico in strutture lontane? Se il principio è quello di non sprecare e puntare all’efficienza, nel caso di Rogliano non dovrebbe essere poi tanto difficile erogare un servizio di per se già  attivo, contribuendo, in un’ottica più complessiva, a far cambiare idea al ministro dalle ultime esternazioni giudicate “leghiste”. In poche parole ci sarebbe la possibilità  di mettere in atto un sistema virtuoso, non solo a favore di ventidue dializzati, ma anche di frenare l’attività , sempre più congestionata, delle strutture sanitarie ‘centrali’.

Gaspare Stumpo

Nelle foto: il reparto di Emodialisi di Rogliano.

Fonte della Notizia: Il Quotidiano della Calabria.

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com