Sanità : imprevisti, paradossi e liste d’attesa

SANITA’: imprevisti, paradossi e liste d’attesa. La frase potrebbe sintetizzare la situazione ritenuta per certi aspetti “insostenibile” – come hanno riportato alcuni articoli di giornale – che sta interessando il presidio ‘Annunziata’ di Cosenza, a causa  della momentanea riduzione dell’attività  chirurgica per via di un guasto al sistema di climatizzazione delle sale operatorie. Un contesto che sta provocando disagi, malumori e – si dice – anche un aumento delle liste d’attesa, almeno per quanto riguarda gli interventi già  programmati. Una vicenda dai contorni complicati ma anche paradossali se è vero (come è vero) che a distanza di venti chilometri funziona, integrato nell’Azienda ospedaliera, un presidio che a fronte di un recente intervento di adeguamento strutturale e strumentale, potrebbe sopperire alla temporanea difficoltà  del nosocomio bruzio, venendo incontro alle esigenze di medici e pazienti grazie alla presenza di due moderne sale operatorie provviste di impianto di climatizzazione ad “aria positiva”. E questo nell’ottica della interazione fra ospedali diretta alla ottimizzazione dei servizi, ma soprattutto al miglioramento dell’offerta sanitaria sul territorio. Un proposito sollecitato pure dagli amministratori locali che più volte, in questi giorni, hanno invitato gli addetti ai lavori a tenere nella giusta considerazione tale opportunità . Una opportunità  destinata a favore positivamente il calendario degli interventi chirurgici programmati, snellendo le liste d’attesa e abbattendo i costi (non solo economici) di eventuali “emigrazioni” oltre regione. Spese, complicazioni e contraddizioni che interessano altri comparti ospedalieri, alimentando perplessità  e polemiche. Il ‘S. Barbara’ di Rogliano è in realtà  anche il presidio del servizio Dialisi realizzato, attivato e mai utilizzato in quanto reparto attivo al servizio del comprensorio. Continua a suscitare scalpore, infatti, l’investimento che ha portato alla creazione di un centro considerato all’avanguardia per caratteristiche strutturali, impiantistica e tecnologia dialitica, non ancora inaugurato. “E’ una vergogna paurosa – scrive il familiare di un nefropatico. I locali sono pronti da un anno per ospitare i nostri poveri dializzati che sono costretti a viaggiare fino a Cosenza per poter continuare a vivere. Mio suocero abita nella frazione di Saliano nel comune di Rogliano, a quaranta chilometri da Cosenza, solo andata, e deve fare quella strada tortuosa tre volte la settimana, mentre se la Dialisi di Rogliano era aperta sarebbero solo venti chilometri”. “Inoltre “per sottoporsi alla Dialisi – fa sapere ancora l’interessato – deve stare coricato per quattro ore uscendo dal reparto stanco, frastornato e con il fisico massacrato dalla terapia per poi fare ritorno a casa, sottoponendosi all’ulteriore lungo viaggio di quaranta chilometri”. Una condizione di vita logorante, complessa, che va oltre la malattia diventando calvario non solo per l’ammalato.  Una esperienza comune a molti cittadini. “I reparti ospedalieri si aprono, non si chiudono – spiegava un sacerdote durante l’omelia di domenica”. In realtà , quelli del ‘S. Barbara’ sono stati creati e adeguati con notevoli investimenti in denaro. Costerebbe forse più chiuderli.

Gaspare Stumpo

Nella foto:  l’area delle sale operatorie del ‘S. Barbara’ di Rogliano.

 

Fonte della Notizia: Il Quotidiano della Calabria.

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