Savuto, inquinamento e mutazioni ambientali

DOPO LE DENUNCE apparse sul ‘Quotidiano della Calabria’ circa la presenza di discariche abusive contraddistinte da rifiuti in certi casi anche speciali, le indicazioni contenute nel rapporto stilato in questi giorni da ‘Savutoambiente’ confermano la gravità  del fenomeno legato all’abbandono di materiale ingombrante nelle aree marginali del territorio, fiumi e boschi in particolare. Un evento negativo, destinato nel tempo ad incidere sullo stato di salute dell’ambiente e sulla qualità  della vita dei cittadini. Lo stesso Savuto non appare più “l’Acheronte infernale” descritto nel diciannovesimo secolo dai narratori francesi, che allora ne esaltarono la natura selvaggia legata proprio alle asprezze e alla impenetrabilità  dei suoi luoghi. Oggi il fiume (a parte le zone più impervie) scorre nel suo alveo ormai piatto tra rive assolate e nuova vegetazione laddove sono state realizzate piste di accesso ed altre opere di carattere idraulico. Scritti pure autorevoli hanno confermato che la quantità  e la particolarità  del verde che copre i corsi d’acqua è in grado di condizionare gli aspetti dell’ecosistema e le caratteristiche fisiche del paesaggio fluviale. Un’insieme di situazioni non più riscontrabili forse a causa di alcune operazioni di taglio apportate inopportunamente alla vegetazione ripariale, che negli ultimi anni avrebbero modificato le condizioni microclimatiche preesistenti annullando il sottobosco, limitando la percentuale di umidità  e incidendo sulla temperatura dell’acqua a discapito del patrimonio faunistico. Acque più calde, mancanza di barriere e fossi naturali, minore ossigenazione, sarebbero alla base delle alterazioni, con conseguenze evidenti sulla popolazione animale acquatica e persino terrestre. “La presenza della trota è diminuita sensibilmente mentre l’anguilla è quasi scomparsa. Questo – ha spiegato Antonio Gallo – a vantaggio del cavedano, un pesce che predilige soprattutto acqua calde e limacciose”. Ma non è soltanto il caso dei pesci a preoccupare gli appassionati del fiume. “Il Savuto – ha aggiunto Gallo – non è più quello di un tempo anche per la scomparsa di altre specie animali, mammiferi e uccelli come la lontra e l’airone, e l’aumento incontrollato e devastante dei cinghiali”. Un segnale preoccupante a discapito della biodiversità  ma anche dei luoghi, in quanto, la selva tipica dell’ambiente fluviale è in grado di mantenere un ruolo importante per la sua capacità  elastica di ridurre l’impatto violento dell’acqua e l’erosione delle piene. Ma questo è un altro argomento.

Gaspare Stumpo

Nella foto: il fiume Savuto come si presenta oggi in località  ‘Ponte Nuovo’.

Fonte della Notizia: Il Quotidiano della Calabria.

 

 

 

 

Video relativo alla localizzazione di discariche abusive in alcune zone del Savuto

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