In molti comuni non esiste la ‘banda larga’

NELLA SOCIETA’ della tecnologia interattiva e delle comunicazioni planetarie, dei grandi network che alimentano rapporti fra luoghi o persone in tempo reale, c’è qualcuno in Italia che paga a caro prezzo il ritardo informatico inteso come accesso ai servizi avanzati. Una sorta di ‘digital divide’ che continua ad escludere, purtroppo, tantissimi cittadini dal collegamento broadband. La situazione è comune a diverse aree geografiche della Penisola e interessa anche il Savuto, soprattutto le località   pre montane e quelle distanti dai centri abitati. Un problema che coinvolge non soltanto le zone rurali ma anche alcuni importanti centri storici come Altilia, Belsito, Bianchi, Carpanzano, Colosimi, Mangone e Scigliano. Un handicap legato alla mancanza di investimenti sulle infrastrutture dovuto, da queste parti, agli alti costi per gli interventi di adeguamento. Un gap evidente nonostante le richieste delle pubbliche amministrazioni che l’utenza non raggiunta dal servizio sta cercando di superare (non con gli stessi risultati) mediante l’utilizzo di altre tecnologie che riguardano il sistema della connessione. Oggi l’assenza di banda larga è sinonimo di grandi difficoltà  per il mondo del lavoro, per gli studenti e per quanti utilizzano Internet anche per svago. La mancanza o le carenze legate al collegamento veloce non contribuiscono infatti alla crescita culturale e socio-economica del territorio. Con il traguardo del miliardo di utenti previsto per il 2013 il rischio, nella information society, è quello dunque di vedere popolazioni ‘iperconnesse’ e popolazioni ‘infopovere’. Con quelle del Savuto, ovviamente, collocate tra quest’ultime.

Gaspare Stumpo

Nella foto: il centro storico di Carpanzano.

Fonte: Il Quotidiano della Calabria.

 

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