Marzi, si rinnova il rito delle ‘Pullicinelle’

C’E’ UNA INIZIATIVA che trova radici nel culto della Memoria, nell’evento popolare che da satira diviene tradizione, quindi storia e folklore. E’ il rito delle ‘Pullicinelle’ – che ogni anno si rinnova tra arte e leggenda in occasione delle celebrazioni in onore della Madonna del Rosario. Il sabato che precede la festa i fantocci sfilano per le strade di Marzi prima di essere bruciati. Seguiti dalla folla i manufatti (la regina e il cavallo) vengono azionati da due ‘abballatori’ ed al suono dei tamburi portati a spasso tra i vicoli e le stradine del centro storico. In tarda serata, la ‘focara’ allestita nella piazza principale del paese segna la fine della manifestazione: le ‘Pullicinelle’ sono destinate a bruciare (e a purificarsi) nel fuoco simbolo della passione che contraddistingue la vicenda della regina Giovanna  (D’Angiò) e del suo cavallo. La rappresentazione riprende argomenti storici ma racchiude elementi antropologici mitologici e religiosi. In Calabria il rito dei ‘Giganti processionali’ è attivo in molti centri delle cinque province. A Marzi, per esempio, la costruzione dei fantocci è frutto di una tradizione che si tramanda di padre in figlio. La regina e il cavallo anche quest’anno sono stati lavorati da Alfredo Barberio, Adriano Stumpo e Gino Talarico con il contributo di Debora Tucci e Ugo Arcuri, quest’ultimo per la realizzazione delle mongolfiere che sono state lanciate durante lo spettacolo del 2 ottobre scorso. La storia e le tecniche di costruzione delle ‘Pullicinelle’  sono state illustrate durante l’incontro con le scuole e i volontari dell’organizzazione, che si è tenuto alla presenza del sindaco Rodolfo Aiello e del presidente della pro loco Marzia Tucci.

Gaspare Stumpo

Nella foto: i bambini delle scuole davanti alle Pullicinelle che sabato scorso hanno sfilato per le vie di Marzi.

Fonte della Notizia: Il Quotidiano della Calabria.

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