Medio Savuto: ‘aspettiamo l’anno che poi verrà ‘

"Strada Piano Lago – Medio Savuto: aspettiamo l’anno che poi verrà "

di Lillo SCIARRATTA


LA TESTARDAGGINE di riproporre alla community dei lettori il refrain, ormai da sbadiglio, sulla strada a scorrimento veloce Piano Lago-Medio Savuto-Bivio Coraci in prosecuzione della dorsale di Marcellinara, è perché si vuole mantenere vivo l’eco nella valle del Savuto su un’odissea dai contorni vergognosi il cui perdurare delle traversie non ne consentono ancora dopo dieci anni e dieci l’approdo definitivo. Non esagero quando affermo che i migliori difensori del paese siamo NOI, con il nostro prestigio e i comportamenti che devono basarsi sulla moralità  e serietà  di azioni. Sulla summenzionata strada, nel corso degli anni, ho avuto modo di organizzare convegni e dibattiti oltre a scrivere diversi articoli come del resto hanno fatto persone qualificate in maniera legittima. Desidero ribadire che come cittadino di Carpanzano mi assumo ogni responsabilità  di ciò che scrivo non disgiungendomi,comunque,dall’azione portata avanti con determinazione dal gruppo di maggioranza lista Carpanzano per tutti cui mi onoro appartenere, condividendo l’ira del Sindaco Giuseppe Vigliaturo mirante a scuotere la classe politica (a più latitudini) sull’atavica problematica dell’hinterland sudcosentino,una dirigenza che dimostra poca sensibilità  alle istanze di questa zona. In questo quadro non certamente idilliaco, la situazione di Carpanzano riveste una sua specificità  in quanto paese interno in una geografia di per sé difficile e,nel parafrasare Sofocle,poeta tragico greco” stiamo dimostrando che al centro del torto subito c’è la popolazione di Carpanzano che nella sopportazione manifesta la sua alta dignità  ,la sua nobiltà . Il perseverare con protervia a non volere mettere in sicurezza questa arteria,ciò contribuisce ad acuire l’emarginazione di Carpanzano,che pure non è dissimile in buona sostanza dagli altri centri del mandamento roglianese,dalle poche attività  e con una economia che è stata sempre precaria,legata a un’agricoltura rurale senza possibilità  di commercializzazione,priva di risorse turistiche,lontano da ogni circuito di sviluppo. E’ doveroso ricordare,con commisurato orgoglio,il grande tributo dei carpanzanesi alla emigrazione,sin dagli inizi del secolo scorso,seguendo gli storici flussi migratori preferibilmente verso il Canada,dove esiste un’Associazione di carpanzanesi che è tra le più numerose e attive,l’altra Carpanzano che non ha mai tolto i contatti con la sua terra d’origine e che anzi li ha intensificati con scambi di bollettini,d’informazione. Non secondaria la situazione delle FC lungo la tratta ferrata Rogliano-Colosimi chiusa da tempo causa frane e smottamenti,anche se la dirigenza delle FC ha sopperito con corse di pullman. E che dire del Direttore Generale delle FC dr.Lo Feudo, che in una riunione tenutasi mesi addietro nella sede della CMS ebbe a lanciare l’idea della costruzione di un ponte in ferro con una campata tra le stazioni di Parenti e Carpanzano, allo scopo di evitare il transito dei treni lungo un costone pericoloso e tortuoso con continui lavori in corso che richiedono grosse somme di euro. La gente è stanca di sentire,da un trentennio, le solite litanie sul baricentro lungo la direttrice Rogliano-Piano Lago in direzione di Cosenza con prospettive di aggregazione e di servizio al capoluogo bruzio. Quel ”e pur si muove” deve trovare concretezza per il definitivo decollo dell’area industriale di Piano Lago. Ritornando al refrain sulla strada mi preme scrivere, a chiare note,che il gruppo di maggioranza meriterebbe far parte dei Top Ten degli amministratori per avere risanato un bilancio che aveva portato il Comune di Carpanzano sull’orlo del collasso economico-finanziario,come pure per l’impostazione e la lungimiranza dimostrata verso altri problemi,su tutti la strada del Medio Savuto che riveste caratteri di priorità ,lasciando ad altri quel dire ”bando alle ciance”…e di continuare a cercare di organizzare piccole crociate paesane pur di fare la guerra all’attuale gruppo di maggioranza.”Ognuno di noi dovrebbe sapere affrontare un periodo di silenzio quando è imbarazzante l’analisi del proprio passato” (V. Foa). Alle persone che cercano di cavalcare una certa situazione usando un linguaggio demagogico e strumentale dicendo,appunto,perché l’Amministrazione comunale si è determinata solo adesso a prendere una posizione netta sull’annosa vicenda della strada,l a risposta è: “abbiamo creduto alle promesse lusinghiere dei politici che hanno lasciato in noi tutti amarezza e rabbia per la loro presa in giro”. Anche sulla classe politica presente negli Enti intercomunali dovrebbe prevalere meno contrapposizione legata,sovente,a un campanilismo che impedisce di trovare significati e produttivi momenti di coagulo. Non sono avvezzo all’autoincensamento,ne ho avuto mai la presunzione e l’arroganza di impartire lezioni a nessuno e,a chi sostiene che politicamente non vedo oltre la punta del naso,rispondo che sono libero di esprimere il pensiero democratico che non si slega dagli insegnamenti e dagli ideali che si richiamano al socialismo che in un significato senso auspicava la società  su basi collettivistiche,una sinistra dalla concezione libertaria,giammai una sinistra massimalista. Questo per inciso. E’ ora, dunque,di chiudere i capitoli della rassegnazione e del lamento, invocando giustizia,per aprirne di nuovi nella direzione dello sviluppo della operosità  e della programmazione progettuale. Mi piacerebbe ripubblicare le lettere indirizzate alla miriade di parlamentari dell’arco costituzionale riguardanti questa strada e,nessuno mai ha avuto l’educazione di rispondere. Già ,dimenticavo che ai sigg. parlamentari bisogna garantire un certo numero di voti per essere ascoltati e tenuti in considerazione,non tralasciando di ricordare che alla vigilia delle campagne elettorali i loro sorrisi e gli abbracci non mancano mai con la sapiente efficienza parolaia. La Valle del Savuto deve trovare,a mio avviso,un politico capace di saperla rappresentare altamente, facendosi carico responsabile dei problemi che la travagliano. Non è più tempo di assistere alle passerelle elettorali,ai proclami e a certi volantini attraverso i quali si manifesta la contrarietà  alla realizzazione della strada Medio Savuto adducendo la sua inutilità ,il deturpare l’ambiente e gli alti costi, per poi cambiare successivamente opinione sostenendo il contrario di tutto.La politica dovrebbe essere intesa come nobile arte e non come…una gran Signora. I Sindaci del comprensorio devono saper trovare un’azione congiunta,dimostrando di possedere i numeri per superare anche posizioni divergenti attraverso le proposte non dal velato altruismo,miranti a valorizzare le aree che sono circoscritte al territorio comunale,col sostenere che in tempi di vacche magre bisogna accontentarsi perché questo passa il convento. I carpanzanesi hanno l’intelligenza di sapere respingere questo tipo di proposte inidonee quali ad esempio la realizzazione di un by pass della zona in dissesto utilizzando alcuni punti della viabilità  interna,ovvero,la bretella che da Piano Lago – Medio Savuto conduce sulla ex SS 19,un tratto della stessa statale e la strada interpoderale che ricade nel comune di Marzi – località  Convento – Britto,con collegamento sul fiume Savuto. Le strategie di qualche Sindaco,non devono distogliere l’attenzione sul nostro tracciato per il quale ci batteremo con forza perché non deve restare un’incompiuta. Non è mia educazione mettere il naso nelle cose altrui,però mi chiedo se in passato era stato definito e forse presentato per tempo un diverso piano di fabbricazione che perseguiva un discorso morfologico del territorio summenzionato che andava in tutt’altra direzione. La Regione deve determinarsi per inserire questa arteria tra le grandi opere prioritarie della Calabria e,non fischiettare voltandosi dall’altra parte così per come ha fatto per anni la Giunta di sinistra presieduta dall’On.Loiero. Non posso esimermi dal ricordare,con deferente ossequio i compianti Giuseppe Campestre e Tonino Calabrese per l’acume mirabile che ebbero nel credere fermamente alla realizzazione di questa strada che doveva collegare i comparti industriali a Sud di Cosenza e Catanzaro, rompere secolari isolamenti,decongestionare la SA-RC, accorciare la distanza tra il Tirreno e lo Jonio. Concludo con questa riflessione: anche se nessun vento può aiutare chi non sa dove andare, non perderemo la bussola dell’orientamento per il paese natio che non vuole vivere la quotidianità  in maniera periferica non solo intesa in termini geografici”.

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com