Perplessita dall’Or.Sa. sul piano industriale delle FdC

CON UNA lettera inviata al presidente del Consiglio di amministrazione, Clara Ricozzi, al direttore generale Giuseppe Lo Feudo e all’Associazione delle società  ed enti del trasporto pubblico locale (Asstra), il settore macchinisti e capi deposito aderente all’Or.s.a. ha  espresso “perplessità ” circa il piano industriale presentato nei giorni scorsi dai vertici delle Ferrovie della Calabria. Le linee guida del Piano Industriale Strategico illustrate il 14 gennaio scorso non sono piaciute all’Organizzazione sindacati autonomi e di base che in una nota del Coordinamento regionale, a proposito di pianificazione industriale, ha stigmatizzato i “tagli al salario, ai servizi e ai posti di lavoro”. Uno strumento che non prevedrebbe misure di sviluppo bensì una sorta di piano di rientro destinato, a detta degli interessati, a gestire “ragionieristicamente” entrate ed uscite e a non sanare le criticità  aziendali. L’Or.s.a. ha manifestato dubbi anche per quanto riguarda le misure previste per la eliminazione del debito e per gli stessi esuberi strutturali derivanti dagli effetti della riduzione dei servizi. “Occorre infatti tenere presente – hanno spiegato Antonio Zumpano e Fausto Valerio – che non è possibile assolutamente parlare di esubero senza prima aver stabilito la pianta organica aziendale: e per definire tale la pianta organica aziendale, prima occorre elaborare da parte di FC il tipo di offerta commerciale che si vuole offrire e poi, conseguenzialmente, stabilire le risorse umane necessarie a garantire tale offerta, unitamente al carico di lavoro che ogni agente, in ogni settore aziendale, sia amministrativo che tecnico/manutentivo, deve garantire e, infine, riqualificare il personale che in virtù di tali operazioni che si può parlare, eventualmente, di recupero di risorse umane da collocare, ricorrendo agli strumenti delle norme di legge e contrattuali vigenti”. Il sindacato di base ha contestato le scelte industriali ponendo l’accento, in buona sostanza, sui tagli e sulla possibile chiusura all’esercizio di alcune tratte. Anche per questo l’Or.s.a. ha sollecitato un incontro urgente ponendo come precondizione essenziale a qualsiasi trattativa la disdetta di “ogni esternalizzazione attualmente in essere” e la chiusura delle linee ferroviarie con elevato coefficiente di diseconomia gestionale (linee Taurensi e Silane?) solo ed esclusivamente “una volta accertato che non sia possibile recuperarle mediante un auspicabile risanamento ed ammodernamento”. Fermo restando, ovviamente, l’assoluta salvaguardia delle unità  lavorative interessate.

Gaspare Stumpo

 

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