I 72 anni di matrimonio di Giuseppe e Mafalda

ERA NEVICATO a tal punto che sposi, familiari ed invitati avevano fatto appena in tempo a trovare riparo per non riscoprirsi inzuppati d’acqua e con qualche acciacco di troppo. Un momento indimenticabile di quel ventinove dicembre 1938 per due coniugi poco più che ventenni che qualche minuto prima si erano detti si nella chiesa del Carmine di Parenti. Lui, Giuseppe De Marco, lei Mafalda Pascuzzi, originari di Balzata, la vicina località  roglianese dove erano cresciuti in tempi non facili per difficoltà  logistiche e ristrettezze economiche. Dove si erano conosciuti, innamorati e giurato amore eterno sulla base di un rapporto basato sulla serietà  e sul rispetto reciproco. Da allora sono trascorsi settantadue anni ma l’unione fra i due è rimasta sempre la stessa. Identici, rispetto a ieri, l’attaccamento, la complicità  e il senso dell’umorismo. Dal loro matrimonio sono nati due figli, Carmine e Immacolata. Lui ha lavorato nei campi e per alcune ditte agroforestali, lei si è sempre occupata di faccende domestiche. Una famiglia benvoluta, semplice ma forte dei valori tipici della società  contadina, che ha superato le difficoltà  della Guerra e costruito con operosità  un futuro sereno e dignitoso prima a Rogliano, poi a Santo Stefano di Rogliano. Il settantaduesimo anniversario di matrimonio è stato al centro di una grande festa che oltre ai figli della coppia ha segnato la presenza di sei nipoti, nove pronipoti e moltissimi amici. Presenti per l’occasione anche le telecamere della Rai. Una bella occasione d’incontro che nelle scorse ore ha esaltato la simpatia e la vivacità  dei due nonnini. Lui pronto a suonare l’organetto e a recitare poesie, lei a ballare e cantare tra gli scroscianti applausi degli astanti. Giuseppe e Mafalda oggi hanno molto da dire sul significato del tempo, sulle circostanze della vita e sui legami fra le persone. L’attenzione e l’affetto verso questa coppia di ultranovantenni, l’espressione dei loro volti è il segno che dalle nostre parti, fortunatamente, esistono ancora riferimenti autentici e positivi.

Gaspare Stumpo

 

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