Mauro Fiore, un anno da Oscar

UN ANNO FA era lui a trepidare in attesa della Notte degli Oscar. Oggi Mauro Fiore, che alla fin quella statuetta ha potuto stringerla in mano con orgoglio, quale miglio direttore della fotografia per ‘Avatar’ – seguirà  la cerimonia del Kodak Theatre di Los Angeles  comodamente da casa. Ma non senza partecipare emotivamente. A parte il ricordo, ancora vivo, di quei momenti, sono in lizza per la migliore fotografia due colleghi molto apprezzati: Wally Pfister (Inception) e Matthew Libatique (Black Swan). Non solo. Quest’anno, segnato dal suo ritorno trionfale in Italia, e in particolare nel suo paesino natale Marzi, nel Savuto cosentino, ha portato a Mauro Fiore anche grandi contratti di lavoro e qualche primo timido contatto anche con la cinematografia italiana, con Giuseppe Tornatore, in particolare. Lo abbiamo sentito durante una pausa di lavoro, sempre incessante, che presto lo vedrà  di nuovo sul grande schermo con il suo ultimo lavoro – ‘Real steel’ con Hugh Jackman nel ruolo di Huck, un uomo amante della boxe robotica in un lontano futuro, che cerca fortuna allenando robot. L’uomo a corto di soldi e con problemi di famiglia e un figlio che non ha mai visto, dovrà  recuperare il tempo perso con il suo figlio e cominciare a guadagnare. Tutto cambierà  in positivo quando si occuperà  del robot Noisy Boy che scalerà  rapidamente il successo fino a doversi scontrare contro il più pericoloso dei robot pugili, Colossus. Per il film, che si preannuncia spettacolare, sono stati usati 19 robot animatronic in dimensioni reali e sono stete mixate riprese reali con quelle digitali realizzate con la computer grafica in modo da rendere le scene di combattimento più realistiche.

Un lavoro imponente, dopo la magia in 3D di Avatar. Ce ne vuole parlare?
<Il film è appena finito. E’ prodotto da Spielberg e, a parte la spettacolarità  degli effetti, ha un risvolto emotivo interessante. Parte da una storia di un padre e il suo bambino. Real steel sarà  lanciato nei cinema ad ottobre di quest’anno>.

A proposito di cinema, l’ultima volta che venne in Italia mi disse che, anche dopo la vittoria dell’Oscar, nessun regista italiano l’aveva contattata. E’ ancora così?
<No, ho avuto un primo contatto con un regista>.
 
Di chi si tratta?
<Di Giuseppe Tornatore, ma per ora non posso dire di più>.

E su Avatar2?
<Il sequel è ancora in fase di preparazione e non si parla ancora del progetto definitivo>.

Tornando, invece, agli Oscar chi pensa vincerà  la statuetta quest’anno per la migliore fotografia?
<Due dei nominati sono miei intimi amici: Wally Pfister e Matthew Libatique. Quindi sono in dubbio>.

A un anno di distanza, cosa pensa le abbia portato questo riconoscimento?
<Quest’anno è stato davvero fantastico. In quanto vincitore di un Oscar sono successe cose favolose, come avere l’opportunità  di incontrare il Presidente della Repubblica, Napolitano. E anche vedere l’accoglienza che mi hanno riservato al mio paese, Marzi, è stata una favola. Ricordo la festa in mio onore con tutto il paese che mi ha accolto con entusiasmo. Con l’affetto che si riserva solo a un paesano. Io ho radici in questo bellissimo paese, in questa bellissima regione e nella mia terra nativa che è l’Italia. E spero di tornare al più presto con la mia famiglia>.

Rosita Gangi

 

Nella foto: Mauro Fiore durante la grande festa di Marzi (giugno 2010).

Fonte della Notizia: Il Quotidiano della Calabria.

 

Guarda il video dell’evento ‘Un Paese da Oscar’

 

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