Mywave, crisi e polemiche

ALL’INDOMANI dell’incontro fra il management della Mywave Spa e le organizzazioni sindacali avvenuto in Confindustria per discutere sul futuro sito industriale di Piano Lago, nuove polemiche sono sorte circa il pagamento di una parte degli arretrati ad un gruppo di dipendenti “che avevano dato la disponibilità  al rientro dalla Cigo per aiutare l’Azienda a sistemare lo stabilimento” colpito dagli  incendi delle scorse settimane. Un aspetto della vertenza anticipato sulle pagine di questo giornale (Il Quotidiano della Calabria, nda), che aveva contraddistinto la discussione fra le parti e che è stato ripreso in un comunicato di ieri diffuso dalla segreteria provinciale della Fim Cisl. Il sindacato si è soffermato sulla “mensilità  ad una sparuta, forse scarsi una decina di lavoratori, che,  non avendo mai avuto il coraggio di gridare nelle assemblee e davanti ai cancelli il loro malcontento dopo anni di lavoro per la mancanza delle mensilità , si sono prestati all’ennesima umiliazione”. Ad oggi la produzione della Mywave è ferma con il personale in cassa integrazione ordinaria e in attesa del recupero di nove mensilità  pregresse. “La Fim Cisl – si legge nel documento – ha preso atto della motivazione della proprietà , ma ha ricordato che questo è stato un abuso vero e proprio nei confronti degli altri (operai, nda) che invece hanno lavorato in produzione per molti mesi senza vedere un euro”. I rappresentanti sindacali hanno fatto sapere che le somme andavano ripartite equamente fra i lavoratori “come da accordi stipulati precedentemente” ed ha proposto “totale garanzia legale gratuita fino al risarcimento delle spettanze, a tutti quegli iscritti che ne volessero usufruire muovendosi con decreto ingiuntivo contro l’Azienda”. La Fim Cisl ha parlato quindi di “scandalo” esaltando il ruolo e la dignità  dei lavoratori (Pietro, Santo ed altri) che “con grande dignità  cercano di tirare avanti nonostante la loro situazione”. Durante l’incontro in Confindustria si è parlato, ricordiamo, di risanamento strutturale e finanziario dell’Azienda e, per il personale, della richiesta di cassa integrazione straordinaria (12 mesi) in attesa della ripresa delle attività  produttive.

G. St.

 

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