Rogliano, presentato il volume su Conflenti

LA STORIA CALABRESE che si riallaccia a quella nazionale in un testo supportato dalla scientificità  dei documenti (anche inediti) e da una scrittura “attenta e diligente”. ‘Il Risorgimento nel Cosentino. Alessandro Conflenti’ ha incontrato il favore della critica per intuizione e contesto storiografico. Il libro di Leonardo Falbo è stato presentato nel corso di una iniziativa alla quale, oltre all’autore, hanno partecipato i sindaci di Rogliano, Giuseppe Gallo, di Cosenza, Salvatore Perugini, l’onorevole Michelangelo Tripodi, i professori Pantaleone Sergi e Pasquino Crupi. Quest’ultimo si è soffermato su alcune tappe della storia del Mezzogiorno, il Risorgimento in particolare, elogiando il lavoro dello storico roglianese e ponendo l’accento sul personaggio Conflenti “che si mescola e si confonde con la intellettualità  nazionale e meridionale, renitente ad ogni compromesso” e contribuisce, nella seconda metà  dell’Ottocento, a favorire quella sorta di alternativa morale contro l’alternativa del trasformismo. Nell’analisi di Crupi non sono mancati i riferimenti critici ai “luoghi comuni esposti nella letteratura neoborbonica” e a all’attività  dei moderni “discepoli del Lombroso”. Più politici ma intrisi di ragguagli storici benché rapportati al presente, gli interventi di Gallo, Perugini e Tripodi, che hanno toccato la questione meridionale alla luce delle vicende che attengono ai diversi aspetti del federalismo discussi o approvati in sede parlamentare. Decisamente ‘tecnico’ infine l’intervento di Pantaleone Sergi, che ha tracciato un profilo del “Conflenti giornalista”.  Il volume del professor Falbo è stato pubblicato dalla Comet Editor Press su iniziativa dell’Amministrazione comunale di Rogliano in occasione del 150° anniversario dell’Unità  d’Italia. Si tratta di un lavoro suddiviso in tre sezioni: biografia, produzione letteraria e documenti d’archivio legati alla figura di Alessandro Conflenti, avvocato, giornalista e scrittore nato a Rogliano (poi trasferitosi a Cosenza) che fu in prima fila nei moti risorgimentali del 1844-1848. Un notabile che ha lasciato “testimonianze d’impegno civile e culturale, sinora inopinatamente trascurate dalla ricerca storica regionale”. (G. St.)

Nella foto: un momento dell’iniziativa roglianese.

 

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