L’O.r.s.a. chiede il commissariamento delle FdC

S’INASPRISCE lo scontro fra alcune organizzazioni sindacali e le Ferrovie della Calabria. Il problema è sempre lo stesso: i contenuti del piano d’impresa predisposto dai vertici aziendali. In una lettera inviata al ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, e per conoscenza alla stesse FdC e al delegato regionale ai Trasporti, Fausto Orsomarso, il settore macchinisti e capi deposito aderente all’O.r.s.a. ha stigmatizzato ancora una volta le scelte per quanto concerne il programma di riassetto economico. “Assistiamo – hanno scritto Antonio Zumpano e Fausto Valerio – ad un vero e proprio occultamento di responsabilità  rispetto a inadempienze gestionali, sprechi, esternalizzazioni pilotate e inutili, consulenze che si moltiplicano, contratti a termine, acquisizioni societarie quantomeno discutibili”. “Obiettivo unico e inconfessato – hanno spiegato i due sindacalisti – è ridimensionare il salario dei lavoratori e richiedere l’aumento indiscriminato della produttività  a quei settori che tengono in piedi l’azienda, vale a dire macchinisti, capitreno e operatori di esercizio”. In rapporto alle linee guida del Piano Industriale Strategico, l’O.r.s.a. aveva già  espresso perplessità  in una nota inviata al presidente del consiglio di amministrazione, Clara Ricozzi, al direttore generale Giuseppe Lo Feudo e all’Associazione delle società  ed enti del trasporto pubblico locale (Asstra). Un documento in cui era stata evidenziata, da parte del sindacato, una tendenza “ragioneristica” nella nuova pianificazione industriale. L’impostazione contenuta nello strumento fornito dalle Ferrovie della Calabria non trova infatti d’accordo il sindacato dei macchinisti e capi deposito, che ha chiesto invece “misure che possono essere adottate da subito” dirette al recupero delle risorse occorrenti. Tra queste, il rientro di tutti gli affidamenti a ditte e società  esterne, la cessazione di consulenze e contratti a termine, il riassorbimento graduale dei costi per diarie e trasferte attraverso la rimodulazione dei turni di servizio. In più, il commissariamento immediato dell’Azienda “allo scopo di favorire il naturale passaggio alla Regione Calabria di tutte le competenza”. “Riteniamo – hanno concluso Zumpano e Valerio – che gli accordi di secondo livello, oggi messi in discussione da questo management aziendale, abbiano rappresentato nel tempo un efficace strumento di tutela sia per l’azienda che per i lavoratori e se correttamente applicati possono rappresentare ulteriori elementi di recupero economico”. L’O.r.s.a. ha confermato quindi lo stato di agitazione del personale diffidando le FdC “dall’intraprendere iniziative unilaterali attinenti la messa in discussione degli accordi di secondo livello attualmente regolarmente in vigore”.

Gaspare Stumpo

 
Nella foto: un vecchio treno delle Ferrovie della Calabria utilizzato per attività  turistiche.

 

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