Il Telesio ´virtuale” di Franco Battiato *

* intervista di Angela ALTOMARE

A POCHI giorni dal debutto sul palco del Rendano della sua opera teatrale , abbiamo intervistato l’artista che con la sua musica affascina il pubblico da decenni. Misterioso ed enigmatico. Poliedrico e raffinato. Franco Battiato è un artista che non smette mai di sorprendere. E’ straordinaria la sua continua capacità  di stupire attraverso le molteplici sfaccettature artistiche. Dalla musica al Teatro, dalla canzone alla letteratura, dalla pittura al Cinema. Una lunga carriera la sua votata alla continua ricerca e sperimentazione dei diversi linguaggi. Il pioniere della musica italiana debutterà  con l’opera “Telesio” al Teatro Rendano il prossimo 6 Maggio, con repliche il 7 e l’8. Il libretto dell’opera, musicata e diretta dal Maestro Battiato, porta la firma di Manlio Sgalambro, filosofo siciliano legato al noto cantautore da un lungo sodalizio artistico. Quello che è il suo quarto titolo operistico, in scena sul palco del teatro di tradizione cosentino, passerà  alla storia come la prima opera realizzata in ologrammi tridimensionali. Uno spettacolo, dunque, totalmente virtuale, fatta eccezione per il coro e l’orchestra, in quanto nel concepirla Battiato ha fatto ricorso alla tecnica olografica. Sia gli attori che i danzatori, infatti, saranno in scena solo come ologrammi, presenze cioè virtuali, realizzate grazie alle riprese effettuate, con sofisticatissime attrezzature. L’opera, che si ispira alla figura di Bernardino Telesio, è stata commissionata al noto cantautore dal Comune di Cosenza e dal Teatro Rendano in occasione del Cinquecentenario della nascita del filosofo rinascimentale. Sarà  il Maestro Carlo Boccadoro, uno dei più noti autori di musica contemporanea, a dirigere l’Orchestra Philharmonia Mediterranea di Cosenza che vede tra gli altri Carlo Guaitoli al pianoforte ed Angelo Privitera alle tastiere. Al Coro del Teatro Rendano di Cosenza, diretto da Pasquale Menchise, per l’occasione ribattezzato Coro lirico "Bernardino Telesio", si affiancheranno le voci dello stesso Battiato, del soprano Paolo Lopez, e dei cantanti Divna Ljubojevic e Juri Camisasca. Il tutto con la supervisione di Pino Pischetola Pinaxa, insostituibile ingegnere del suono Le coreografie curate dall’icona coreana Sen Hea Ha, accompagnata dai due danzatori giavanesi, Achmad Dipoyono e Pandu Perdana, faranno da cornice all’ interpretazione di Telesio dell’attore Giulio Brogi. Franco Battiato , filosofo sempre alla ricerca dell’anima più vera della musica, ha affascinato con i suoi testi raffinati, fuori dai canoni, spesso al limite del surreale intere generazioni. Molteplici gli stili musicali con i quali lungo il corso della sua carriera si è confrontato pur rimanendo sempre fedele a se stesso. Dalla musica elettronica e sperimentale al rock progressivo, passando attraverso la musica leggera fino ad arrivare all’avanguardia colta e all’opera lirica. A pochi giorni dal debutto della sua ultima fatica artistica, abbiamo rivolto alcune domande al noto cantautore catanese.

Maestro , cosa l’ha spinta a realizzare l’opera di Telesio? L’opera è una commissione del Teatro Rendano insieme al Comune di Cosenza. Ho accettato perché le sfide mi affascinano.

In questo che è il suo quarto lavoro operistico come mai anziché prediligere un tipo di rappresentazione scenica tradizionale ha scelto di utilizzare l’olografia? La scenografia, l’attore che interpreterà  Telesio, i danzatori e i cantanti, saranno degli ologrammi, mentre l’orchestra e il coro naturalmente suoneranno dal vivo. Ho scelto l’olografia per diversi motivi. Da una parte la stanchezza di una stantia situazione scenica e dall’altra l’ambiguità  dell’illusione. Quando capisco o so che quel essere che si muove sul palcoscenico, che parla, canta, o danza, è un ologramma, mi affascina ancora di più. Si aprono, secondo me, possibilità  e scenari inimmaginabili. Siamo andati a Londra in uno studio (“Musion”) che è il numero uno al mondo in questo settore e siamo rimasti impressionati dall’idea di avere un cantante e una danzatrice che a un certo punto svaniscono nel nulla.

Che tipo di “Telesio “ vedremo in scena? Trattasi di un “Telesio” artistico, anche se in realtà  poi il suo pensiero passa attraverso l’opera. Non è un’opera filosofica, ma un’opera artistica nella quale c’è della filosofia. Si tratta di un’opera su questo filosofo. Quando l’ho letto per la prima volta mi sono trovato in difficoltà  ad immaginare una musica su un libretto così singolare e fuori dall’ordinario. Quando ho iniziato a lavorare, però, qualcosa si è aperto miracolosamente, e “Telesio” è diventato il lavoro più interessante che abbia mai scritto, musicalmente parlando.

Come pensa possa reagire il pubblico davanti alla scelta di utilizzare gli ologrammi? Se mi curassi delle reazioni del pubblico, farei dei musical che piacciono a chiunque e che considero comunque scadentissimi. Non si può esprimere un lavoro di questo tipo e pensare al pubblico. Sarebbe un errore incalcolabile, perché questa è un’epoca in cui manca la disciplina, l’educazione, il desiderio di cose nuove. Se ci si attende qualcosa, non si imparerà  mai niente. Io credo che si può imparare solo dalle cose che non si conoscono. Cosa faccio di mestiere? Imparo, studio e poi trasmetto.

Secondo lei il futuro del teatro italiano potrebbe esser quello olografico? Un mio amico di cui non faccio il nome venendo alle prove mi ha detto “Questo sarà  il teatro tra 10 anni” . Non posso dir questo perché sarebbe una battuta infelice, però posso dire che sicuramente si possa aprire un nuovo orizzonte per un altro genere teatrale- musicale sicuramente si.

C’è un aspetto della filosofia o della vita questo filosofo rinascimentale che l’ha colpita maggiormente? Sicuramente il suo rigore. Prima di occuparmi di questa opera avevo un’idea di questo filosofo grezza, primitiva come può esser quella scolastica, del liceo. Ho trovato Telesio invece molto moderno. Alcune delle sue intuizioni sembrano provenire dalla fisica quantistica di oggi .Non a caso ha influenzato personalità  come Galileo Galilei, Tommaso Campanella e Francis Bacon.

In cosa ha trovato attuale il pensiero di Telesio? Dissento con tutti quelli che hanno definito questo filosofo ateo, perché in ogni momento parla di Dio. Parla di Dio con una concezione nuova, anche molto vicina alla nostra. Una personalità  sorprendente. Io credo che quando uno legge qualcosa ognuno trova quello che è.

Nel corso della sua lunga carriera ha avuto modo di sperimentare diversi linguaggi. Dalla musica, al cinema, passando attraverso il teatro fino alla pittura. Cosa la spinge ogni volta a ricercare espressioni artistiche così diverse? Da quando ero giovane, negli anni 70’, ho iniziato con la musica elettronica e ho capito di avere una natura da sperimentatore. Scrivere canzoni per tutta la vita può essere anche molto noioso. Poi capisci che sono le cose più importanti che hai fatto, al di là  delle canzoni, che rappresentano un altro mondo che ha altre regole.

Fonte della Notizia: Parola di Vita.

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